sabato 16 gennaio 2016

CHE COSA è "di sinistra"? Di sinistra è la battaglia di Barack Obama (comprese le sue lacrime) per introdurre un vaglio più severo nella compravendita di armi negli Stati Uniti: il luogo del pianeta più smisuratamente irto di canne di pistola e di fucile, come ampiamente dimostrato dai numeri, il più eloquente dei quali è quello dei caduti di quella folle guerra interna, oltre trentamila all'anno.
La battaglia di Obama è di sinistra perché antepone il rispetto della vita umana - di tutti gli umani - alla libertà (sfrenata) di coltivare il proprio arbitrio e le proprie inclinazioni come se fossero il solo scopo dell'esistenza. Ma è di sinistra, soprattutto, perché confligge con la tradizione, e intende modificarla a costo di sembrare impopolare. In America il possesso privato di armi da fuoco è un mito fondante. È un comportamento identitario, qualcosa che affonda le sue radici nella costruzione (bellicosa fino dai suoi primi passi) del sogno americano. Mettere in discussione il mito delle armi da fuoco è perfino più arduo che disarmare le lobby (potentissime anche elettoralmente, e non solo tra i repubblicani) dei produttori e dei possessori delle medesime. Equivale a dire a un popolo: "cambiamo, o almeno proviamo a cambiare". Niente è più difficile che cambiare, ed è proprio quel verbo - cambiare - il vero discrimine storico tra conservazione e progresso, tra tradizione e innovazione. O la sinistra prova a cambiare cose e persone, o non è sinistra.
Michele Serra, L'Amaca

(la Repubblica 6 gennaio)