mercoledì 13 gennaio 2016

"PASSO IMPORTANTE PER NOI ISRAELIANI. CHI CRITICA SBAGLIA"

Abraham B. Yehoshua, nato 79 anni fa a Gerusalemme, scrittore e drammaturgo israeliano. Il suo romanzo più recente è "La comparsa" (2015, Einaudi)

Con ha alcuna esitazione a dichiararsi "molto soddisfatto", lo scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua, commentando al telefono dalla sua casa a Tel Aviv la notizia dell'entrata in vigore dell'accordo bilaterale tra la Santa Sede e lo stato di Palestina. "Un fatto di notevole rilevanza e di buon auspicio per il processo di pace", sono le prime parole a caldo dell'autore di romanzi di grande successo come Il responsabile delle risorse umane, Il signor Mani e l'ultimo La comparsa, tutti editi in Italia da Einaudi.
Signor Yehoshua, qual è la sua opinione sui contenuti dell'accordo?

"Non ne conosco approfonditamente tutti i termini ma considerate le premesse posso esprimere un giudizio generale molto positivo. Siccome nel merito della questione palestinese esso si pronuncia chiaramente a favore della soluzione dei due Stati, non posso che sostenerlo con tutto il mio cuore".

La posizione di Israele sembra differire dalla sua.

"E perché? Che cosa c'è che non va in questo accordo? Non vedo la ragione per cui Israele lo debba contestare, visto che ufficialmente la posizione del governo israeliano è quella dei due Stati, se ci basiamo su quanto a parole dice il primo ministro Netanyahu. Del resto il Vaticano ha relazioni anche con Israele e quindi qual è il problema? Proprio non capisco la reazione critica di Israele".

L'avvio dell'accordo quali sviluppi porterà secondo Lei nel prossimo futuro?

"La mia opinione è che avrà certamente un'influenza sul processo di pace in senso positivo. È una nuova pietra che viene posata sul lungo e tortuoso cammino verso la pace e verso la risoluzione del conflitto israeliano-palestinese".

Gli episodi di violenza però non cessano.

"Certo è un percorso difficile, c'è un continuo stato di allarme che ormai ha superato i confini di Israele. L'altro giorno abbiamo assistito di nuovo a un fatto di sangue, con l'attacco al pub qui nel pieno centro di Tel Aviv. È stato terribile, ma sembra a questo punto che si sia trattato dell'azione di un malato di mente e il padre stesso lo ha segnalato alla forze di polizia. Un punto, quest'ultimo, che secondo me va evidenziato perché rappresenta un importante e significativo esempio di collaborazione da parte degli arabi contro la violenza".

(Guido Andruetto, Repubblica 3 gennaio)