Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
P A S Q U A 2 0 1 6
Dalla disperazione alla speranza
dall'indifferenza all'impegno
Saluto all'assemblea
Introduzione
P. Pasqua: per noi ebrei e cristiani è il grande racconto della storia e della relazione di Dio con l'umanità. In realtà, questo "mito" del viaggio verso una terra più felice, accompagna un po' tutti i popoli antichi. Per trovare una vita migliore o per la guerra o per la siccità o per qualche calamità naturale, fuggono alla ricerca di uno spazio nuovo dove si possa vivere…
Come non pensare ai migranti di oggi?
Il racconto mitologico dell'Esodo pasquale dice anche che verso la nuova terra noi siamo accompagnati dal Dio della libertà.
Non siamo liberi, ma siamo chiamati/e alla libertà, a prenderci la responsabilità di costruire, con il vento di Dio che soffia nei cuori e nel mondo, un sentiero verso una vita più libera, più felice, più umana, più rispettosa della terra e di tutto il creato. Un cammino in cui è facile perdersi tra un deserto e un vitello d'oro.
L. Pasqua: fratello, sorella… Io sono il Dio che ti chiama, ti accompagna… in questo viaggio. Non sarai mai solo/a. Sono il Dio che ha fatto del Gesù crocifisso il Risorto, che ha cambiato la sua morte in vita.
T. O Dio, che ci inviti al viaggi di una vita in continuo passaggio dall'egoismo alla condivisione, donaci ogni giorno la tua compagnia.
1. Mantieni vivo in noi, nel più profondo di noi, il Tuo sogno di un mondo di fratelli e di sorelle. Possa il ricordo di Gesù scaldare i nostri cuori e sospingerci nella conoscenza di tutte e tutti coloro che cercano giustizia, tenerezza e pace.
2. Sussurra al nostro orecchio parole nuove, Tu sei il Dio sempre nuovo e sempre sorgivo di vita! Soprattutto, falle penetrare nel nostro cuore di pietra, perché fioriscano le scelte e le opere di Gesù anche nella nostra esistenza di tutti i giorni.
Pasqua è voce del verbo ebraico "pèsah": riflessione di un non credente
L. "Pasqua non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio.
Da non credente, vedo le persone di fede così, non impiantate nel baricentro della loro certezza, ma continuamente in movimento su piste nuove. Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell'energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza. Chi crede, insegue, perseguita il creatore, costringendolo a manifestarsi, perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo "pèsah", passaggio.
Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non si azzarda nell'altrove assetato del credente.
Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre, l'uscita d'Egitto e il patibolo romano delle croce piantata sopra Gerusalemme. Sono due scatti verso l'ignoto. Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un'altra terra e una nuova libertà. Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale resurrezione.
Pasqua/pèsah è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro, perché affidato alla perfetta fede di giungere. Inciampo e resto fermo, il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me, che pure in vita sua ha salito e sale cime celebri e immense. Restano inaccessibili le alture della fede.
Allora sia Pasqua piena per voi credenti, che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apritori di brecce, saltatori di ostacoli, corrieri a ogni costo, atleti della parola pace".
Saremo all'altezza della fiducia che ci concede questo non credente?
Prima lettura
Es. 1,15-22
15Il re d'Egitto disse alle levatrici degli Ebrei, delle quali una si chiamava Sifra e l'altra Pua: 16«Quando assistete le donne ebree durante il parto, osservate bene tra le due pietre: se è un maschio, fatelo morire; se è una femmina, potrà vivere». 17Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d'Egitto e lasciarono vivere i bambini. 18Il re d'Egitto chiamò le levatrici e disse loro: «Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere i bambini?». 19Le levatrici risposero al faraone: «Le donne ebree non sono come le egiziane: sono piene di vitalità. Prima che giunga da loro la levatrice, hanno già partorito!». 20Dio beneficò le levatrici. Il popolo aumentò e divenne molto forte. 21E poiché le levatrici avevano temuto Dio, egli diede loro una discendenza.22Allora il faraone diede quest'ordine a tutto il suo popolo: «Gettate nel Nilo ogni figlio maschio che nascerà, ma lasciate vivere ogni femmina».
Commento di Fiorentina C.
1. Aiutaci, o Dio di Abramo, Mosè e Miriam, a ribellarci ai "faraoni" di oggi prendendo esempio da Scifra e Pua, le levatrici ebree che durante la schiavitù in Egitto agirono con una scelta coraggiosa, e dettero vita ad un piccolo movimento di solidarietà e di resistenza.
2. Signore, aiuta anche noi donne e uomini a riconoscerTi come Dio e a vivere al Tuo cospetto le gioie, gli affanni e le speranze. E, soprattutto, a non cercare in Te il risolutore magico dei nostri problemi. Dacci la forza di affrontarli compiendo sempre la Tua volontà e la giustizia.
T. Signore, Tu sai che spesso fuggiamo davanti a nuove proposte. Ti chiediamo di restare con noi anche nei momenti più bui, nelle stagioni della vita più secche, e deponi in noi il seme della Tua Parola, sorgente di acqua viva e fresca. Amen.
Silenzio e canto
Seconda lettura
L'Eterno Amore mi guida, nulla mi manca,
su pascoli abbondanti mi fa riposare,
verso fonti tranquille mi conduce!
Nuova vita, vita piena viene a portarmi,
sui sentieri di giustizia egli mi guida,
per amore del suo nome!
Anche se dovessi passare per la valle più buia
non temerei alcun male: tu sei con me!
Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno
sicurezza!
Un banchetto tu prepari per me, proprio sotto
gli occhi dei miei nemici;
con olio mi profumi il capo e il mio calice
riempi fino all'orlo.
La bontà più fedele mi seguirà
per tutta la vita; per tutti i giorni che vivrò,
abiterò nella casa del mio Amore!
(Dal libro di Marcelo Barros "Dialogo con l'Amore")
Commento di Franca G.
1. Signore fa che camminiamo con Te.
Fa che non ci dimentichiamo che tu sei un Padre amorevole
che sai mostrarti a noi con mille volti
e ci vieni incontro su infiniti sentieri.
- Tu sei il custode che non si addormenta,
sei il pastore che ci conduce a ruscelli e a pascoli nutrienti
mantienici oggi e domani sulla strada di Gesù.
T. Tu che guidi i nostri passi e il nostro cuore accompagnaci sempre sulla via dell'amore. Come il girasole si volge verso il sole, così la nostra vita guarda a Te, o Dio. Sii il compagno di viaggio per ogni stagione: nei giorni di sole, di nebbia, di pioggia.
Silenzio e canto
Terza lettura
Lu 24,13-35
13Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto». 25Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Commento di Ada D.
1. Grazie, Dio, per averci donato la vita di Gesù, costantemente alimentata dal Tuo spirito. La sua testimonianza, la sua dedizione totale agli oppressi ci rimandano a Te, ci fanno compagnia quando si fa sera, ci permettono di superare i momenti di stanchezza e smarrimento.
2. Nella sua fragilità umana, affrontando in relazione con Te i suoi momenti di gioia e di rabbia, di ispirazione e di stanchezza, Gesù ci ha mostrato una via praticabile per vivere una vita ricca di senso.
T. O Dio rendici capaci di attingere alla Tua sorgente inesauribile, rendici capaci di affidare la nostra vita a Te nei momenti di difficoltà e nei momenti facili. Rendici più sensibili all'urlo silenzioso di chi è in difficoltà, più capaci di ascolto ed empatia verso gli altri/e.
Silenzio e canto
Memoria della Cena
G. O Dio, imprimi nei nostri cuori la memoria viva e coinvolgente di quel pasto che Gesù, vicino alla morte, mangiò con i suoi amici e le sue amiche. Egli, che amava appassionatamente la vita, ora era stretto dalla persecuzione congiunta dei poteri politici e religiosi.
T. Prese del pane e, dopo avere alzato gli occhi al cielo per benedire il Tuo nome, o Padre, lo spezzò e lo distribuì dicendo: "Prendete e mangiatene tutti. Questo spezzare il pane tra di voi, sotto lo sguardo di Dio, vi ricordi che tutto viene da Lui e che io ho cercato ogni giorno di condividere, di spezzare tutto ciò che ho ricevuto dalle Sue mani". Poi prese la coppa del vino e ancora una volta si rivolse a Te, per lodarti con tutto il suo cuore, e, porgendola a bere, disse: "Questo vino vi ricordi che per essere fedele a Dio ho affrontato l'ingiustizia e il potere fino a perdere la mia vita, a versare il mio sangue. Quando vi riunirete per mangiare questo pane e bere questo vino, quando soprattutto cercherete di condividere i doni che Dio vi ha fatto, allora sarete miei discepoli, allora davvero vi ricorderete di me".
P. Preghiera di comunione
Comunione
Segno pasquale
Preghiere spontanee
Padre nostro
Benedizione finale
1. Io credo che il mondo è creato per la vita che viene da Dio e va verso Dio e di cui l'umanità è forma compiuta. In questo va e vieni, la vita, il mondo e l'umanità vengono senza posa rinnovati. L'umanità ha ricevuto al vita in deposito. Per certo io lo credo.
2. Io credo che la rivelazione di Dio in Gesù Cristo, nato, morto e risuscitato per tutti, dà il senso pieno alla nostra storia e alla nostra vita. Io credo alla salvezza di ogni essere umano, data gratuitamente e completamente in Gesù Cristo. Io credo, ed è questa la gioiosa risposta della mia fede, che la vocazione della mia vita è di essere, per Dio, al servizio degli altri. Per certo io lo credo.
1. Io credo che, senza posa, lo Spirito di Dio chiama ogni essere umano alla libertà responsabile. Io credo che il segreto della vera libertà è nell'obbedienza all'Evangelo, nella rinuncia ad ogni spirito di autogiustificazione, di potenza e di dominio affinché ogni essere umano sia disponibile all'amore, allo scambio ed alla pace. Per certo io lo credo.
2. Io credo che la Chiesa, malgrado i suoi limiti, è uno strumento che Dio si dà per compiere la Sua missione: riconciliare ogni essere umano con Dio, con gli altri e con se stesso. Io credo che il Battesimo e la Santa Cena sono dei segni di questa riconciliazione. Io credo che l'ospitalità eucaristica è testimonianza dell'unità visibile del corpo di Cristo, così come la diversità delle Chiese è testimonianza della sua universalità. Per certo io lo credo. Così sia.
(Chiesa Riformata della Riunione, 1983)
Canto: Scendi Mosé
T. O Dio, Padre di misericordia, mantienici nel cammino, nel cammino di uscita dalle nostre piccole o grandi schiavitù. Non c'è fede senza cammino, senza liberazione dai nostri idoli. Fa' che crediamo in Te come il Dio della liberazione e della risurrezione.
A cura dei gruppi biblici della comunità