Questo referendum non è un po' estremista? In fondo non si tratta di una questione come «nucleare sì o no», e neanche «trivelle sì o no»: si tratta solo di permettere alle piattaforme già attive entro le 12 miglia di andare avanti fino alla scadenza delle concessioni.
Risponde Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale all'università di Teramo e co-fondatore del Coordinamento No Triv: «No, è in gioco anche altro. Fra i "titoli abilitativi" di cui si parla rientrano i permessi di ricerca».
Ma la ricerca non è già bloccata entro le 12 miglia, a prescindere dal referendum?
«E' bloccata adesso, ma se vincesse il "no" al referendum le ricerche già completate, come quella di Ombrina Mare a soli 6 chilometri (non miglia) dalla costa, non verrebbero azzerate, e se le regole cambiassero ancora in futuro (è già successo più volte) chi ha fatto le ricerche potrebbe tornare alla carica, non partendo da zero ma presentando i "titoli abilitativi" che ha già in mano».
Altri problemi?
«Le regole attuali permettono a chi ha una concessione di aprire nuove piattaforme petrolifere accanto a quelle che ha già. Quindi non è vero che il numero delle. trivelle al momento è congelato».
Avete sollevato anche una questione che riguarda l'Ue.
«La Commissione si è già espressa negativamente sulle concessioni senza scadenza riguardo agli stabilimenti balneari. Le piattaforme offshore sono un'altra cosa, però il principio giuridico è lo stesso: è in gioco la libera concorrenza. Le imprese mostrino rispetto almeno per quella». [LUL. GRA]
(La Stampa 18 marzo)
Risponde Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale all'università di Teramo e co-fondatore del Coordinamento No Triv: «No, è in gioco anche altro. Fra i "titoli abilitativi" di cui si parla rientrano i permessi di ricerca».
Ma la ricerca non è già bloccata entro le 12 miglia, a prescindere dal referendum?
«E' bloccata adesso, ma se vincesse il "no" al referendum le ricerche già completate, come quella di Ombrina Mare a soli 6 chilometri (non miglia) dalla costa, non verrebbero azzerate, e se le regole cambiassero ancora in futuro (è già successo più volte) chi ha fatto le ricerche potrebbe tornare alla carica, non partendo da zero ma presentando i "titoli abilitativi" che ha già in mano».
Altri problemi?
«Le regole attuali permettono a chi ha una concessione di aprire nuove piattaforme petrolifere accanto a quelle che ha già. Quindi non è vero che il numero delle. trivelle al momento è congelato».
Avete sollevato anche una questione che riguarda l'Ue.
«La Commissione si è già espressa negativamente sulle concessioni senza scadenza riguardo agli stabilimenti balneari. Le piattaforme offshore sono un'altra cosa, però il principio giuridico è lo stesso: è in gioco la libera concorrenza. Le imprese mostrino rispetto almeno per quella». [LUL. GRA]
(La Stampa 18 marzo)