Cara
V.,
il
tuo desiderio di camminare verso un cristianesimo adulto è
già un
grande dono di Dio. La tua lettera mi dice che sei già in
questo
viaggio. Spero proprio che ti innamorerai della fede
cristiana nella
sua versione liberante ed impegnativa.
Gli
studi che rispondono alle tue domande sono molto numerosi e
spesso un
po' complessi.
Ti
presento alcune considerazioni iniziali e poi ti suggerisco
un po' di
bibliografia.
1)
E' ben documentato il fatto che Gesù non abbia mai pensato
di uscire
dall'ebraismo, di fondare una istituzione-chiesa con papi,
cardinali
e dogmi vari.
Gesù
visse come ebreo credente, adorava e pregava il Dio della
fede del
suo popolo e si sarebbe indignato se qualcuno lo avesse
scambiato per
Dio. Così i "cristiani" delle prime generazioni pensavano
di essere uno dei tanti gruppi religiosi dell'ebraismo di
cui
facevano parte. 2) Nel secondo secolo molti discepoli del
nazareno,
non tutti, lentamente presero le distanze dall'ebraismo e
verso il
120-150 cominciò a profilarsi la nascita dei vari
cristianesimi come
religione separata dall'ebraismo. Da quel tempo si andò
strutturando
il mito di Gesù fondatore della chiesa, equivocando su una
espressione del Vangelo di Matteo, estrapolata dal suo
contesto.
3)
In opposizione all'ebraismo e in presenza di varie correnti
"cristiane" verso il 150 dopo Cristo si andò consolidando
l'esigenza di darsi una struttura che controllasse i
dissidenti e
costituisse la grande chiesa della salvezza. Così si dà
corpo alla
struttura incentrata sulla figura dell'episcopo monarchico e
i
ministri della comunità si trasformano in funzionari
gerarchici e
sacerdotali. Le donne vengono progressivamente
marginalizzate dalle
responsabilità ecclesiali.
4)
Prende corpo una struttura di potere che può sopportare
alcuni
periodi di contrasto e di persecuzione, ma soprattutto
comincia a
trattare con l'impero romano fino a diventarne alleato.
Intanto le
diverse correnti dei discepoli del nazareno vengono
progressivamente
richiamate alla unità e alla uniformità istituzionale.
In
questa fase la persona del Gesù storico, nato a Nazareth,
dall'amore
di Maria e Giuseppe, in una numerosa famiglia, viene
progressivamente
cancellato dai miti, dalle leggende e da una progressiva
visione
apologetica che nel 325, nel Concilio di Nicea, presieduto
da
Costantino, formulò il dogma di Gesù-Dio. Su questo terreno
la
chiesa si divise.
5)
Iniziò, con la svolta costantiniana, la delirante crescita
delle
dottrine, dei dogmi, del potere, delle superstizioni.
La
casta sacerdotale diventò padrona e il popolo suddito.
Donne,
omosessuali, cristiani pensanti e dissenzienti ne fecero le
spese: o
l'obbedienza o l'eresia. Anziché puntare sull'amore si
sacralizzò
un modello unico di famiglia. Maria, in questa visione
sessuofobica,
diventa vergine e si apre la strada di un culto mariano che
arriverà
fino ai deliri delle più recenti apparizioni.
Se
qualche volta vai a leggere il mio blog, trovi frequenti
rimandi a
queste tematiche, parecchi approfondimenti e varie
segnalazioni.
Soprattutto cerco di mettere in evidenza lo sviluppo storico
dei
dogmi ed il loro progressivo allontanamento dal messaggio di
Gesù.
6)
Vorrei dirti che, nonostante tutte le manovre del potere
ecclesiastico, moltissime persone nel corso dei secoli hanno
vissuto
seriamente la testimonianza di Gesù, la sua fiducia in Dio e
la sua
dedizione alla causa dei più deboli. Il Vangelo di Gesù è
sempre
stato fecondo e lo è anche oggi.
7)
Per cominciare la tua ricerca ti consiglierei di leggere
"Inchiesa
su Gesù" (Augias- Pesce, Mondadori ) e "Gesù ebreo di
Galilea" (G. Barbaglio, Dehoniane). Così pure il libro di
Ortensio da Spinetoli, "Gesù di Nazareth" ( La Meridiana).
Se
avessi il tuo indirizzo o un altro recapito postale, potrei
inviarti
almeno due miei libri: "L'ultima ruota del carro" e "Olio
per la lampada".
Cara
V. buon viaggio di ricerca. Se ne avrai bisogno,
scrivimi
ancora. Sentiti nell'abbraccio di Dio e cerca le vie
dell'amore che
senti nel tuo cuore e nel tuo corpo e nelle belle relazioni
che Dio
ti donerà.
Anch'io
ti abbraccio e spero di risentirti.
don
Franco Barbero