venerdì 25 marzo 2016

UNA RISPOSTA

Cara V.,

il tuo desiderio di camminare verso un cristianesimo adulto è già un grande dono di Dio. La tua lettera mi dice che sei già in questo viaggio. Spero proprio che ti innamorerai della fede cristiana nella sua versione liberante ed impegnativa.

Gli studi che rispondono alle tue domande sono molto numerosi e spesso un po' complessi.

Ti presento alcune considerazioni iniziali e poi ti suggerisco un po' di bibliografia.

1) E' ben documentato il fatto che Gesù non abbia mai pensato di uscire dall'ebraismo, di fondare una istituzione-chiesa con papi, cardinali e dogmi vari.

Gesù visse come ebreo credente, adorava e pregava il Dio della fede del suo popolo e si sarebbe indignato se qualcuno lo avesse scambiato per Dio. Così i "cristiani" delle prime generazioni pensavano di essere uno dei tanti gruppi religiosi dell'ebraismo di cui facevano parte. 2) Nel secondo secolo molti discepoli del nazareno, non tutti, lentamente presero le distanze dall'ebraismo e verso il 120-150 cominciò a profilarsi la nascita dei vari cristianesimi come religione separata dall'ebraismo. Da quel tempo si andò strutturando il mito di Gesù fondatore della chiesa, equivocando su una espressione del Vangelo di Matteo, estrapolata dal suo contesto.

3) In opposizione all'ebraismo e in presenza di varie correnti "cristiane" verso il 150 dopo Cristo si andò consolidando l'esigenza di darsi una struttura che controllasse i dissidenti e costituisse la grande chiesa della salvezza. Così si dà corpo alla struttura incentrata sulla figura dell'episcopo monarchico e i ministri della comunità si trasformano in funzionari gerarchici e sacerdotali. Le donne vengono progressivamente marginalizzate dalle responsabilità ecclesiali.

4) Prende corpo una struttura di potere che può sopportare alcuni periodi di contrasto e di persecuzione, ma soprattutto comincia a trattare con l'impero romano fino a diventarne alleato. Intanto le diverse correnti dei discepoli del nazareno vengono progressivamente richiamate alla unità e alla uniformità istituzionale.

In questa fase la persona del Gesù storico, nato a Nazareth, dall'amore di Maria e Giuseppe, in una numerosa famiglia, viene progressivamente cancellato dai miti, dalle leggende e da una progressiva visione apologetica che nel 325, nel Concilio di Nicea, presieduto da Costantino, formulò il dogma di Gesù-Dio. Su questo terreno la chiesa si divise.

5) Iniziò, con la svolta costantiniana, la delirante crescita delle dottrine, dei dogmi, del potere, delle superstizioni.

La casta sacerdotale diventò padrona e il popolo suddito. Donne, omosessuali, cristiani pensanti e dissenzienti ne fecero le spese: o l'obbedienza o l'eresia. Anziché puntare sull'amore si sacralizzò un modello unico di famiglia. Maria, in questa visione sessuofobica, diventa vergine e si apre la strada di un culto mariano che arriverà fino ai deliri delle più recenti apparizioni.

Se qualche volta vai a leggere il mio blog, trovi frequenti rimandi a queste tematiche, parecchi approfondimenti e varie segnalazioni. Soprattutto cerco di mettere in evidenza lo sviluppo storico dei dogmi ed il loro progressivo allontanamento dal messaggio di Gesù.

6) Vorrei dirti che, nonostante tutte le manovre del potere ecclesiastico, moltissime persone nel corso dei secoli hanno vissuto seriamente la testimonianza di Gesù, la sua fiducia in Dio e la sua dedizione alla causa dei più deboli. Il Vangelo di Gesù è sempre stato fecondo e lo è anche oggi.

7) Per cominciare la tua ricerca ti consiglierei di leggere "Inchiesa su Gesù" (Augias- Pesce, Mondadori ) e "Gesù ebreo di Galilea" (G. Barbaglio, Dehoniane). Così pure il libro di Ortensio da Spinetoli, "Gesù di Nazareth" ( La Meridiana).

Se avessi il tuo indirizzo o un altro recapito postale, potrei inviarti almeno due miei libri: "L'ultima ruota del carro" e "Olio per la lampada".

Cara V. buon viaggio di ricerca. Se ne avrai bisogno, scrivimi ancora. Sentiti nell'abbraccio di Dio e cerca le vie dell'amore che senti nel tuo cuore e nel tuo corpo e nelle belle relazioni che Dio ti donerà.

Anch'io ti abbraccio e spero di risentirti.

don Franco Barbero