martedì 19 aprile 2016

Dai giudici via libera ai figli di due mamme

NAPOLI - Ce l'abbiamo fatta. È una vittoria per tutta l'Italia e per tutta l'Europa. I nostri figli sono liberi, come normali cittadini europei che si muovono liberamente e non possono perdere diritti e doveri passando da uno Stato membro all'altro». Esultano Giuseppina La Delfa e sua moglie, Raphaelle Hodets, entrambe 53enni. La Corte d'Appello di Napoli ha ordinato la trascrizione di due sentenze del Tribunale civile di Lille con le quali si riconosceva l'adozione reciproca dei due figli delle donne, sposate in Francia e residenti in provincia di Avellino. I documenti dei due bimbi, ora, potranno essere trascritti presso i registri anagrafici del Comune di residenza. Così da ieri, 5 aprile 2016, questa famiglia, formata da due madri e due figli (nati biologicamente da ciascuna delle due donne) è realtà non più solo in Francia, ma anche in Italia. Si tratta della prima adozione incrociata. «E siamo molto più avanti della stepchild adoption che volevano riconoscere in Italia», spiegano le due donne. «I giudici partenopei - aggiunge l'avvocato Alexander Suster di Trento, che si è costituito in giudizio con il collega Giuseppe di Meo del foro di Avellino - hanno difeso l'idea di una "libera portabilità degli status" nell'ambito dell'Unione europea». Il Comune di residenza delle due donne dovrà pagare anche le spese legali. «Cinquemila euro - spiega La Delfa - Ma è il principio che conta. Non è giusto che noi famiglie, per veder riconosciuti i nostri diritti, dobbiamo spendere in avvocati e processi».
Cristina Zagaria

(La Repubblica 6 aprile)