domenica 3 aprile 2016

“Non frequento, faccio quello che mi pare”

ROMA. Avvocato Piero Longo (FI), sa che ha un posto tra i dieci deputati più assenti in Parlamento?
«Lo so».
Vuole spiegare anche perché è così?
«È una mia decisione. Attiene a una valutazione su come dividere il mio tempo tra la politica e il resto della vita. Non per ragioni professionali, lo scriva, ma per altre ragioni. E comunque... ».
Dica.
«Io faccio quello che voglio. Voglio che scriva anche questo: Longo fa quello che vuole».
Lo sto appuntando.
«In ogni caso, ai miei avversari fa solo piacere che io non ci sia, mentre al mio partito, Forza Italia, è del tutto indifferente».
Perché non lascia il seggio?
Guardi che io pago di tasse più di quanto ricevo da parlamentare. Per il resto, può additarmi al pubblico ludibrio».
Avvocato, scusi se insisto: ma perché allora non si dimette?
«Perché ho deciso anche questo, di non farlo. D'altra parte anche voi avete dimostrato negli anni un tale astio verso di me, verso il mio principale assistito e verso l'avvocato Ghedini, che non mi stupisco più di nulla».
Sono solo domande per comprendere le ragioni delle sue assenze. Tra l'altro è in compagnia di tanti azzurri, visto che quattro dei primi dieci sono suoi colleghi di partito.
«La ringrazio, comunque. E buonasera». (t.ci.)

 (La Repubblica 27 marzo)