giovedì 28 luglio 2016

ORA C'E' SOLO CONFUSIONE

Servono studi più avanzati ora c’è troppa confusione

ROMA - "Confusione tra uso terapeutico e ricreativo e pochi riscontri scientifici", è preoccupato Silvio Garattini, direttore dell'Istituto farmacologico "Mario Negri", sulle possibili conseguenze derivate dall'approdo in aula della proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis.
Professor Garattini il 25 luglio potrebbe essere una data storica, cosa ne pensa?
"Temo che questa legge confonda troppo la regolamentazione della cannabis tra condizioni mediche e ricreative, il che incoraggia il fai da te che in medicina è discutibile. In più non si sa bene quello che si somministra e la validità della cura è tutta da dimostrare ".
Per quanto riguarda l'aspetto terapeutico cosa c'è di certo alla viglia dell'arrivo in aula del testo?
"Di conclamato non c'è niente perché nulla di esaustivo è stato stabilito dall'autorità regolatoria, ma al momento i campi con possibili benefici sembrano tre. La cura nella spasticità della sclerosi multipla, che però è una parte minore della sclerosi. Quindi nella terapia del dolore, ma in questo caso non ci sono confronti con i farmaci già esistenti che giustifichino la preferenza della cannabis. Si ipotizza infine un uso per attenuare la nausea provocata dalla chemioterapia, ma mancano i paragoni con i prodotti".
È troppo presto quindi per considerarla una cura?
"Se un fenomeno deve essere valutato come farmaco sarebbe bene che la parte relativa agli studi medici sia più avanzata. In più il fatto di dire genericamente che ci sono dei benefici non fa che aumentare la confusione".

Irene Maria Scalise
(La Repubblica, 4 luglio 2016)