domenica 21 agosto 2016

PREDICAZIONE ALL'EUCARESTIA DI OGGI 21 AGOSTO

LUCA 15,11-32
Spesso questa parabola è ricordata come la parabola del “Figliol prodigo” perché l'attenzione viene posta sul comportamento del figlio. Invece l'intento principale del narratore è segnalare il comportamento del tutto insolito del padre.
Questa del padre è una figura straordinaria, lascia andare il figlio per la sua strada senza fargli osservazioni né rimproveri. Forse è proprio questa bontà che alla fine aprirà l'animo del figlio alla fiducia e al pentimento fino a desiderare di tornare a casa.
Il comportamento di questo padre può essere frainteso, può apparirci come una persona debole, invece il suo comportamento è frutto di un grande amore.
Quando il figlio passa dall'abbondanza alla miseria e alla fame, il ricordo del padre fa sì che lui si metta in cammino, un cammino inteso sia dal punto di vista fisico che morale basato sull'autocritica. Lui che era stato campione di spavalderia ora lo è di umiltà.
Nel quadro della famiglia patriarcale in cui il padre è la figura sovrana, l'atteggiamento del protagonista della parabola è sorprendente.
Egli non bada a sé, alla sua reputazione quanto al bene del figlio. Comprende lo stato d'animo del giovane, l'imbarazzo che proverà nel presentarsi a casa, e correndogli incontro lo vuole liberare dalle sue paure.
Questo padre, nonostante il figlio sia fuggito, non si è mai separato da lui con il cuore, la mente e spia l'orizzonte per vedere se torna. E quando il figlio chiede il suo perdono non lo lascia nemmeno finire, c'è sono da rallegrasi per il suo ritorno e fare festa.
Imbandire un banchetto serve per cancellare l'amarezza provata per la lunga assenza del figlio.
Sono queste le stesse motivazioni della parabola del buon pastore e della donna che aveva perso la dramma: la gioia di ritrovare ciò che si era perduto.
La festa è però turbata dal rientro del primogenito che sembra non condividere l'eccessiva bontà del padre, lui avrebbe preferito più severità, più rigore.
La bontà di questo padre è per lui fonte di inquietudine più che di conforto e di gioia.
Questa bontà incredibile celebrata in questa parabole ritrae la bontà, la generosità di Dio il Padre buono. Solo Dio sa perdonare tutti indipendentemente dalla loro condotta. Dio è colui che non rimprovera nessuno, che non punisce ma che accoglie.
Gesù nei suoi comportamenti ha cercato di attenersi a tale norma. Lui si rivolge a tutti indistintamente.
Questa sua bontà , questo suo modo di porsi ha sempre urtato la suscettibilità dei farisei, dei dottori della legge, impersonati questa volta dal fratello maggiore. 
Senza volerne cambiare il messaggio ho scelto questo brano proprio riflettendo sulle difficoltà nelle relazioni.
Difficoltà dei genitori nei confronti dei figli, spesso anche grandi sofferenze da parte dei figli perché non si sentono amati e accolti, senza dimenticare le situazioni conflittuali che si creano tra fratelli.
E' importante quindi riflettere su questa parabola e cercare di imparare ad amare come ama Dio.

Franca Gonella