Chi trascorre, come me, i mesi di giugno, luglio ed agosto in città compie un'esperienza che è insieme faticosa e bellissima. Restano in prevalenza i vecchi, i sofferenti mentali, i tossicodipendenti, le persone sole e tanta "povera gente".
E' più facile parlarsi lungo la strada e nello stesso tempo aiutarsi con piccoli gesti di compagnia, di attenzione e di solidarietà. La visita ad un ammalato, la telefonata, mille piccole premure costituiscono una possibilità data a ciascuno di noi di dare e di ricevere piccoli frammenti di amore, di vicinanza e di solidarietà.
F.B.