martedì 1 novembre 2016

La cimice asiatica entra a Palazzo Lascaris

Non bastano i difficili conti della Sanità - per la verità verso il risanamento - il bucone di bilancio e la massa di problemi che angustiano un ente come la Regione. Ora spunta anche la cimice asiatica. Anzi, miliardi di cimici a dire la verità che d'estate massacrano le colture e col freddo ci vengono in casa a cercare il caldo. Non c'è insetticida che tenga o quelli che tengono hanno la controindicazione di far sparire anche noi. Magari esiste un antagonista naturale come, forse, in Cina da dove proviene il mostriciattolo: un taccone che potrebbe però essere peggiore del buco. L'unico modo, dicono gli esperti, è rimuoverli manualmente o con aspiratori. Guai però a schiacciarli, emanano un odore nauseabondo. Insomma, una piaga come, fatte le debite proporzioni, quelle d'Egitto. Tirato per i capelli da una interrogazione di Maria Carla Chiapello (Moderati), l'assessore all'Agricoltura, l'astigiano Ferrero, ha idealmente allargato le braccia: c'è ben poco da fare, è stato il senso del suo articolato intervento, «per ora bisogna concentrarsi sulla ricerca per trovare un nemico naturale da utilizzare per una lotta biologica». Chissà, forse i colleghi di Ferrero, Saitta e Reschigna, rotti a tutte le esperienze nella difficile arte di raddrizzare i conti pubblici, potrebbero dire la loro anche sulla cimice Halyomorpha halys.
Beppe Minello

(La Stampa, 26 ottobre)