lunedì 12 dicembre 2016

COSTRUIRE UNA CITTADINANZA CONSAPEVOLE

"Perché una cittadinanza consapevole sia possibile c'è bisogno che le nostre esperienze non rimangano chiuse all'interno delle associazioni che le promuovono;
c'è bisogno che diventino contagiose, che si trasformino in virus capaci di minare dal di dentro il sistema di ingiustizie e sfruttamento in cui viviamo.
Su questa strada ci troviamo di fronte un muro difficile da sfondare, il  muro della indifferenza.
Hannah Arendt, ebrea tedesca, che ha vissuto  l'esperienza drammatica del suo popolo durante in nazismo, diceva che per fare crimini terribili non serve un gran numero  di criminali, ne bastano pochi, c'è bisogno però che ci siano tante persone, disposte a stare a guardare senza vedere".
Dea Santonico, Comunità cristiana di base di San Paolo, Roma