MIGRANTI E DISAGIATI
Qui ci siamo accorti che SI o NO non hanno cambiato nulla ma, se allarghiamo lo sguardo ai problemi reali, dalla Siria alle Filippine, dal Brasile alla Nigeria ci accorgiamo che guerre e violenze non retrocedono.
Personalmente sto notando la crescita numerica impressionante delle persone che cercano qualcuno capace di ascoltarle. La nostra piccola sede comunitaria, così fortemente voluta e "pagata" con tanto impegno da un bel numero di fratelli e sorelle, permette a molte persone di poter accedere liberamente anche solo per condividere una gioia e più spesso un dolore o una ferita, un innamoramento o una separazione…
La scorsa settimana al gruppo biblico una sorella diceva: "In questo piccolo luogo impariamo insieme a guardare in grande e a guardare in fuori, in alto e in basso".
Sono il disagio mentale, il senso di vuoto, la solitudine, l'assenza di prospettive... i "mali" con cui sempre di più dovremo misurarci. Senza contare le malattie e la disoccupazione.
È mettendoci in relazione con questi vissuti che la nostra umanità e la nostra fede sono provocati al cambiamento e alla conversione di cui tanto abbiamo bisogno. I problemi e i vissuti degli altri sono anche i nostri. Da giovane prete pensavo che avrei impegnato molte energie tra liturgie, devozioni e sacramenti. Ho quasi subito operato una svolta. Oggi la Bibbia, con tutto il lavoro di studio di condivisione comunitario, vanno di pari passo con l'incontro quotidiano con l'umanità dolente.
Le "cattive compagnie" ormai sono per me e per la mia comunità il punto decisivo per tentare di diventare cristiani.
Franco Barbero