Fabio Perroni
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Ormai cari amici e care amiche sapete benissimo cosa penso di Francesco. Sicuramente alcune apertura nella prassi ecclesiale sono evidenti, molto nella comunicazione, ma nulla cambia nella dottrina, nei documenti, nel catechismo ecc ecc.
Lo scorso 8 dicembre L’Osservatore Romano pubblica il documento ““Il dono della vocazione presbiterale” – Ratio Fundamentalis Istitutionis Sacerdotalis” della vaticana Congrezione per il clero. E’ un aggiornamento dell’ultima Ratio promulgata nel 1970.
Non entro nel merito del documento perché, in sincera verità, non mi interessa più di tanto.
Voglio prestare attenzione solo a due aspetti.
Il primo. Nel capitolo Criteri e norme, il documento, dopo la salute fisica e quella psichica, affronta il tema delle “Persone con tendenze omosessuali“.
Santo cielo….TENDENZE omosessuali. L’omosessualità è una tendenza? Lasciamo stare già inizia male. E prosegue peggio direi. Al n. 199 conferma in toto il divieto che nel 2005 Ratzinger aveva esplicitamente emanato, sull’ammissione agli ordini sacri di persone gay. Insieme, altra chicca, anche a coloro che sostengono al cultura gay. Quindi niente seminario né per le persone con orientamento gay, né per chi sostiene la cultura gay. Nè gay né gay friendly.
Grazie Francesco!
Non voglio ricordare The young pope di Sorrentino, ma davvero la sincerità di guardare i propri ministri dentro la chiesa, è un’opera impossibile? Le statistiche riguardo i preti gay sono le più disparate, ma senza paura di essere smentiti, buttare fuori seminaristi e preti ordinati gay, con tendenze gay o a favore della cultura gay, provocherebbe una crisi di “mano d’opera” non indifferente.
Forse l’estensore del documento avrà pensato che una chiesa senza ministri gay sarebbe una chiesa più evangelica. Lascio a voi la possibile e scontata risposta.
La cosa che mi fa più inorridire e indignare è che il paragrafo dopo siintitola “Protezione dei minori e accompagnamento delle vittime”. Casuale proprio che dopo aver esplicitato il no alle persone omosessuali si parli di protezione dei minori. Prima i gay poi il problema della pedofilia, proprio casuale. Grazie ancora Francesco!
Concludo con due piccole riflessioni. Il problema non è essere omosessuali o eterosessuali. Il problema è l’affettività. I candidati al ministeri, per norma giuridica celibi, devono essere educati ad una affettività castrante, o come meglio dire una affettività per il Regno. Ora in positivo o in negativo che si guardi il problema, i seminaristi non ricevano alcuna formazione, aiuto ed educazione su queste tematiche.
La seconda è il totale silenzio dei gruppi gay cattolici. Forse dettata dalla paura di smascherare il vero volto di Francesco? A voi, anche qui, la scontata risposta.