Sindaca Appendino, assessora Patti, che cosa volete fare?». Domanda che è stata fatta dalle precarie storiche delle scuole materne comunali durante il Festival dell'Educazione, con un blitz sabato alla Cavallerizza, e con singole lettere inviate alla prima cittadina e all'assessora. Anche perché gli altri Comuni, da Milano a Roma, passando per Venezia, hanno fatto programmi di assunzioni. Programmi che rispettano. Tanto che educatrici e maestre entrano in servizio. A Torino no. C'è poi il problema specifico delle insegnanti che hanno superato o stanno per superare i 36 mesi di servizio. Personale assunto a tempo determinato che per evitare di doverlo passare a tempo indeterminato, come imporrebbe la norma, viene lasciato a casa. In particolare veniva lasciato a casa dalla precedente amministrazione guidata da Piero Fassino e per ora con l'amministrazione pentastellata non è cambiato nulla, nonostante gli impegni della campagna elettorale.
Le maestre precarie di Torino non protestano solo, ma propongono in attesa di un riscontro e di una risposta da Appendino e Patti. Le insegnanti chiedono di «fare un piano triennale di assunzioni per il settore e di prorogare la graduatoria vigente fino ad esaurimento. Così si darebbe la possibilità a coloro che hanno raggiunto i 36 mesi di servizio di essere assunte a tempo indeterminato, non sprecando professionalità e garantendo continuità didattica». In più chiedono all'assessore Patti «di mantenere il proposito di non esternalizzare altri nidi comunali. Anzi, la possibilità di internalizzare alcuni dei sedici nidi assegnati nelle gare di appalto alle cooperative». Altro elemento che potrebbe dare ossigeno è «la realizzazione di una procedura di mobilità interna del personale di ruolo del nido verso la scuola dell'infanzia, che, utilizzata a cadenza annuale, conferirebbe maggiore stabilità nelle scuole dell'infanzia e creerebbe nuovi posti di lavoro per il personale educativo precario negli asili». (d. lon.)
(la Repubblica, 29 novembre)
Le maestre precarie di Torino non protestano solo, ma propongono in attesa di un riscontro e di una risposta da Appendino e Patti. Le insegnanti chiedono di «fare un piano triennale di assunzioni per il settore e di prorogare la graduatoria vigente fino ad esaurimento. Così si darebbe la possibilità a coloro che hanno raggiunto i 36 mesi di servizio di essere assunte a tempo indeterminato, non sprecando professionalità e garantendo continuità didattica». In più chiedono all'assessore Patti «di mantenere il proposito di non esternalizzare altri nidi comunali. Anzi, la possibilità di internalizzare alcuni dei sedici nidi assegnati nelle gare di appalto alle cooperative». Altro elemento che potrebbe dare ossigeno è «la realizzazione di una procedura di mobilità interna del personale di ruolo del nido verso la scuola dell'infanzia, che, utilizzata a cadenza annuale, conferirebbe maggiore stabilità nelle scuole dell'infanzia e creerebbe nuovi posti di lavoro per il personale educativo precario negli asili». (d. lon.)
(la Repubblica, 29 novembre)