Il 17 febbraio 1848, Carlo Alberto di Sardegna, un re famoso anche per le sue mille titubanze, emana le Lettere patenti che riguardano i Valdesi, fatti oggetto dai suoi antenati di persecuzioni anche crudeli; questo documento cosi' si conclude:
"I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de' Nostri sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Universita', ed a conseguire i gradi accademici.
Nulla e' pero' innovato quanto all'esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette" (in appendice il testo integrale). Si puo' osservare che questa liberta' e' parziale, perche' continua a negare loro la liberta' di culto, e sarebbe una correttissima osservazione.
E tuttavia le Lettere patenti del 17 febbraio 1848 possono essere a giusta ragione considerate il primo passo sulla via del riconoscimento di una piu' ampia gamma di diritti che di fatto trasformeranno i sudditi in cittadini.
Per ricordare l'importanza di questa data e di questo evento i valdesi la sera del 16 febbraio accendono i falò della libertà con canti, balli e letture rievocative.
Saremo presenti anche alcuni di noi.
Nulla e' pero' innovato quanto all'esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette" (in appendice il testo integrale). Si puo' osservare che questa liberta' e' parziale, perche' continua a negare loro la liberta' di culto, e sarebbe una correttissima osservazione.
E tuttavia le Lettere patenti del 17 febbraio 1848 possono essere a giusta ragione considerate il primo passo sulla via del riconoscimento di una piu' ampia gamma di diritti che di fatto trasformeranno i sudditi in cittadini.
Per ricordare l'importanza di questa data e di questo evento i valdesi la sera del 16 febbraio accendono i falò della libertà con canti, balli e letture rievocative.
Saremo presenti anche alcuni di noi.