lunedì 6 febbraio 2017

Satana, diavoli, demoni

Nei racconti di miracolo, specialmente negli esorcismi (le cacciate dei demoni), si parla di 'demoni', di «Satana», di «diavolo» e di «spiriti immondi». Sembra pacifico che l'esistenza di angeli e demoni non fa parte della sostanza della fede biblica. Satana non è necessariamente un'esistenza personale, ma il simbolo e la cifra per designare il male con tutto il suo insondabile mistero e il suo fascino incantatore. «La fede cristiana, abbandonando il diavolo inteso come entità personale, nulla perde, e anzi ha tutto da guadagnare. L'annuncio dell'evangelo che dalla presenza ossessiva del diavolo viene deformato in un annuncio minaccioso, riacquista il suo volto originario di lieto annuncio in tutto il suo peso» (H. Haag).
Per conoscere dettagliatamente le più attuali ricerche sulla origine della credenza nel diavolo, quale senso ha il linguaggio biblico in cui ripetutamente si parla del diavolo e di Satana, come possono essere interpretate oggi le allusioni al demonio e agli spiriti immondi che si trovano nel Nuovo Testamento, è utilissimo il volume dello studioso HERBERT HAAG, La credenza nel diavolo, Mondadori, Milano 1976. Così pure si veda AA. VV., Angeli e diavoli. Queriniana, Brescia 1972. Alcuni studi interessanti si trovano ancora in Satana - i demoni sono dei 'niente', in Concilium 3/1975, Queriniana, Brescia. Ciò the non può essere, in ogni caso, eliminato è il problema del male che oggi si ripropone da ogni parte in modo evidente.
Il lettore noterà come, specialmente in questi ultimi anni di intensa restaurazione, si verifichi una riaffermazione della esistenza personale del diavolo da parte della gerarchia. Ma si tratta di opinabili punti di vista che non possono impegnare la coscienza del credente. «La presenza del diavolo e dei demoni non presenta alcunché di specificatamente biblico; essa è una componente di una visione del mondo che la Bibbia condivide con il proprio ambiente, una concezione del mondo che potremmo senz'altro qualificare come di tipo mitologico. A quel tempo la si presupponeva come un dato più o meno ovvio. Ed è questo il motivo per cui l'esistenza del diavolo e dei demoni, sia nella Bibbia che nella Tradizione successiva, fu più presupposta che formalmente insegnata... In ogni caso oggi non possiamo più sostenere la concezione teologica tradizionale del diavolo che si limitava semplicemente a citare, secondo il vecchio metodo fondamentalistico delle concordanze, tutta una serie di passi biblici e dichiarazioni magisteriali sul diavolo, senza analizzare il genere letterario, il contesto storico-religioso e l'intenzione assertiva di questi testi » (WALTER KASPER, Diavolo-demoni-possessione, Queriniana, Brescia 1983, pag. 63). In questa luce sarà importante anche per i bambini appropriarsi, sia pure lentamente, della distinzione tra linguaggio e messaggio. È probabile che esista un meliorismo borghese che fa di tutto per non prendere il male sul serio. Ma è proprio vero che la presenza del diavolo tiene viva la sensibilità umana al male? La ragione e la fede possono benissimo fare i conti con la realtà spessissima e visibilissima del male e dei mali senza ammettere la esistenza 'personale' di Satana.
È possibilissimo prendere congedo dal diavolo senza per questo cadere nel grave errore di sottovalutare la realtà del male e del peccato. Non è forse così difficile prendere congedo dal demonio, ma è importante che i bimbi sappiano che non c'è nessun angelo custode alle spalle e nessun diavoletto a tentarci! Siamo noi che, fiduciosi nel Dio che è amore e perdono, un passo dopo l'altro ci prendiamo le nostre responsabilità. «Dio esige tutta la volontà dell'uomo e non pratica sconti» (R. BULTMANN, Teologia del Nuovo Testamento, Queriniana, Brescia 1985, pag. 23), ma egli lo fa chiamandoci, invitandoci, crescendoci nella responsabilità.
Non c'è proprio bisogno di nessuna tutela angelica. La dimensione di fede ci parla, invece, dell'amore di Dio che ci sostiene, della sua parola che è luce per il nostro cammino e del suo Spirito che ci sospinge. Per motivazioni bibliche e teologiche nella nostra comunità, dunque, è caduta completamente sia la credenza nel diavolo sia la preghiera all'angelo di Dio perché essa, nel nostro orizzonte di fede, sarebbe incomprensibile.
Franco Barbero