STUPISCE MARCO DERIU
Apriti cielo! Il programma di Rai 3 sui gay ha suscitato una levata di scudi dal mondo cattolico, da tutta la galassia di Family Day. Il fatto che tale programma fosse in orario preserale ha scatenato un finimondo di proteste. Ma, tutto sommato, questo era prevedibile.
Un certo stupore ha destato l'intervento di Marco Deriu su Famiglia Cristiana in appoggio al Presidente dell'Aiart (=Associazione Italiana Telespettatori Onlus).
"In un articolo a firma di Marco Deriu si definisce come una decisione per molti aspetti dirompente quella di collocare il programma " Stato civile" in una fascia oraria di largo ascolto e di fruizione familiare. Deriu fa quindi sua - anzi «nostra», di Famiglia Cristiana dunque - la proposta del Presidente dell'Aiart e aggiunge un ulteriore elemento «utile alla riflessione»: «Le norme di autoregolamentazione della televisione italiana - scrive Deriu - prevedono che le trasmissioni in onda sulle reti nazionali generaliste (Rai 3 lo è) nella fascia oraria compresa fra le 7.00 e le 22.30 siano destinate a una fruizione familiare. La scelta di Rai 3 di inserire nel preserale di questi giorni le repliche del programma - è l'opinione conclusiva di Famiglia Cristiana - delega alle famiglie una responsabilità in più nella valutazione dell'inadeguatezza di contenuti e forme alla sensibilità spettatoriale dei più piccoli." (Adista 14 gennaio)
Insomma, parlare chiaro di amore omosessuale, raccontare storie vere felici di gay e lesbiche fa paura. Almeno bisogna relegare queste storie in momenti in cui ci sia una scarsa possibilità di ascolto.
Non si finisce mai di scoprire che la verità fa paura.
Franco Barbero
Importante comunicazione
Marco Deriu, qui citato come collaboratore di famiglia cristiana, è altra persona dal sociologo Marco Deriu, professore all'Università di Parma, a me ben noto per le sue posizioni non riconducibili al gruppo editoriale di Famiglia cristiana, citato da Adista e da me ripreso.
Apprezzando il suo pensiero, non potevo che esserne profondamente stupito. Ora, chiarita l'omonimia, spero che questa rettifica sia utile a tutti.
Franco Barbero
Apriti cielo! Il programma di Rai 3 sui gay ha suscitato una levata di scudi dal mondo cattolico, da tutta la galassia di Family Day. Il fatto che tale programma fosse in orario preserale ha scatenato un finimondo di proteste. Ma, tutto sommato, questo era prevedibile.
Un certo stupore ha destato l'intervento di Marco Deriu su Famiglia Cristiana in appoggio al Presidente dell'Aiart (=Associazione Italiana Telespettatori Onlus).
"In un articolo a firma di Marco Deriu si definisce come una decisione per molti aspetti dirompente quella di collocare il programma " Stato civile" in una fascia oraria di largo ascolto e di fruizione familiare. Deriu fa quindi sua - anzi «nostra», di Famiglia Cristiana dunque - la proposta del Presidente dell'Aiart e aggiunge un ulteriore elemento «utile alla riflessione»: «Le norme di autoregolamentazione della televisione italiana - scrive Deriu - prevedono che le trasmissioni in onda sulle reti nazionali generaliste (Rai 3 lo è) nella fascia oraria compresa fra le 7.00 e le 22.30 siano destinate a una fruizione familiare. La scelta di Rai 3 di inserire nel preserale di questi giorni le repliche del programma - è l'opinione conclusiva di Famiglia Cristiana - delega alle famiglie una responsabilità in più nella valutazione dell'inadeguatezza di contenuti e forme alla sensibilità spettatoriale dei più piccoli." (Adista 14 gennaio)
Insomma, parlare chiaro di amore omosessuale, raccontare storie vere felici di gay e lesbiche fa paura. Almeno bisogna relegare queste storie in momenti in cui ci sia una scarsa possibilità di ascolto.
Non si finisce mai di scoprire che la verità fa paura.
Franco Barbero
Importante comunicazione
Marco Deriu, qui citato come collaboratore di famiglia cristiana, è altra persona dal sociologo Marco Deriu, professore all'Università di Parma, a me ben noto per le sue posizioni non riconducibili al gruppo editoriale di Famiglia cristiana, citato da Adista e da me ripreso.
Apprezzando il suo pensiero, non potevo che esserne profondamente stupito. Ora, chiarita l'omonimia, spero che questa rettifica sia utile a tutti.
Franco Barbero