Giovedì 13 luglio. Non abbiamo ancora finito di pranzare e arriva la notizia: Giovanni ci ha lasciati. Era disteso sul suo letto quando Yukiko lo ha chiamato per il pranzo e lui ha risposto prontamente: Eccomi! Poi più niente. È rimasto lì, le gambe penzoloni fuori dal letto, come nel tentativo di alzarsi. Ci lascia con quell'ultima parola sullo bocca: Eccomi! Ci sono.
Domenica scorsa (9/7/17), durante la nostra celebrazione, Giovanni ha preso la parola, come ha fatto spesso negli ultimi tempi.
Ha parlato del vivere e del morire.
Attenzione! Non della vita e della morte che rappresentano solo l'inizio e la fine dell'esistenza.
Domenica ho preso degli appunti per poterci riflettere e queste frasi che vi leggo sono proprio parole sue, praticamente le ultime sue parole pubbliche.
Ci ha detto che «dal momento in cui si nasce, si vive e si muore, le due cose si mescolano continuamente. Se si spende male il nostro vivere, praticamente si muore di continuo. Vivere bene rallenta il morire, anche se la vita si consuma. Ed è necessario vivere morendo bene, ossia avvicinandosi al momento finale della nostra vita in modo positivo. E in cosa si esplicita tutto ciò? Nello stare dalla parte dei piccoli e nella condivisione».
Ecco io penso che da questo punto di vista Giovanni sia veramente morto vivendo. Ne siamo proprio sicuri tutti!
E ha continuato: «La parola è un primo passo, ma poi questa parola deve farsi carne. È soggetta alla persecuzione come Paolo che da persecutore è diventato perseguitato. Infatti è scritto: "se renderete carne e sangue la mia parola, sarete perseguitati"».
Come tutti i veri profeti - aggiungo io - Giovanni non è stato da meno.
Io mi sento una donna molto fortunata e veramente piena di gratitudine e ringrazio perché siamo tutti qua ed è bellissimo, anche con delle persone che forse non immaginavo. Grazie a tutti!".
Fabiola Schneider
(da Qualevita 173)Domenica scorsa (9/7/17), durante la nostra celebrazione, Giovanni ha preso la parola, come ha fatto spesso negli ultimi tempi.
Ha parlato del vivere e del morire.
Attenzione! Non della vita e della morte che rappresentano solo l'inizio e la fine dell'esistenza.
Domenica ho preso degli appunti per poterci riflettere e queste frasi che vi leggo sono proprio parole sue, praticamente le ultime sue parole pubbliche.
Ci ha detto che «dal momento in cui si nasce, si vive e si muore, le due cose si mescolano continuamente. Se si spende male il nostro vivere, praticamente si muore di continuo. Vivere bene rallenta il morire, anche se la vita si consuma. Ed è necessario vivere morendo bene, ossia avvicinandosi al momento finale della nostra vita in modo positivo. E in cosa si esplicita tutto ciò? Nello stare dalla parte dei piccoli e nella condivisione».
Ecco io penso che da questo punto di vista Giovanni sia veramente morto vivendo. Ne siamo proprio sicuri tutti!
E ha continuato: «La parola è un primo passo, ma poi questa parola deve farsi carne. È soggetta alla persecuzione come Paolo che da persecutore è diventato perseguitato. Infatti è scritto: "se renderete carne e sangue la mia parola, sarete perseguitati"».
Come tutti i veri profeti - aggiungo io - Giovanni non è stato da meno.
Io mi sento una donna molto fortunata e veramente piena di gratitudine e ringrazio perché siamo tutti qua ed è bellissimo, anche con delle persone che forse non immaginavo. Grazie a tutti!".
Fabiola Schneider
