lunedì 4 settembre 2017

Verso una fede « essenziale »

La lettera « Pensieri per il giorno del battesimo di D.W.R. », datata maggio 1944 nella raccolta di Resistenza e resa, è, a nostro avviso, la più profetica dell'intero epistolario bonhoefferiano dal carcere.
Riportiamo lo stralcio che ci riguarda:

La nostra chiesa, che in questi anni ha lottato solo per la propria sopravvivenza, quasi essa fosse il suo proprio fine, è incapace di farsi portatrice della parola riconciliatrice e redentrice per gli uomini e per il mondo. Ed è per questo che le parole antiche devono svigorirsi e ammutolire e il nostro essere cristiani si riduce oggi a due cose: pregare e operare tra gli uomini secondo giustizia. Ogni pensiero, parola, organizzazione nelle cose del cristianesimo, dovrà rinascere da questa preghiera e da questa azione. Quando tu sarai adulto, la forma della chiesa sarà mutata assai. La sua rifusione non è ancora terminata, e qualsiasi tentativo di procurarle prematuramente una nuova potenza organizzativa si risolve in un ritardo della sua conversione e della sua purificazione. Non sta a noi predire il giorno, ma il giorno verrà, in cui gli uomini saranno nuovamente chiamati a pronunciare la Parola di Dio in modo tale che il mondo ne sarà trasformato e rinnovato. Sarà un linguaggio nuovo, probabilmente un linguaggio del tutto non religioso, ma liberatore e redentore, come quello del Cristo, tale che gli uomini ne avranno spavento e saranno, tuttavia, sopraffatti dalla sua violenza, il linguaggio che annuncia la pace di Dio con gli uomini e l'avvicinarsi del suo Regno, il linguaggio di una nuova giustizia e verità.
« Udranno tutto il bene che io sto per far loro e tremeranno a motivo di tutto il bene e di tutta la pace che io procurerò a Gerusalemme » (Ger. 33:9). Fino a quel momento il dovere del cristiano sarà di restare silenzioso e appartato, ma ci saranno gli uomini che pregheranno e opereranno secondo giustizia e attenderanno il tempo di Dio. Possa tu essere uno di loro e possa essere detto un giorno di te: « il sentiero dei giusti è come la luce che spunta e va via via più risplendendo, finché sia giorno pieno » (Prov. 4:18).
Da Resistenza e resa, Milano, 1969

La nuova modalità della fede da vivere oggi ci sembra essere qui esplicitata in maniera profetica ed essenziale.
Quando Bonhoeffer sottolinea l'esigenza temporanea per il cristiano di « restare silenzioso e appartato », non propugna un ritorno alla dimensione intimistica, né un rifiuto assoluto della predicazione, ma il rifiuto dell'apologetica e del proselitismo che, come politica della sopravvivenza, hanno guidato la vita della chiesa per secoli.

Franco Barbero, 1972