martedì 3 ottobre 2017

SCRIVERE DA INNAMORATO

Io scrivo da innamorato di Dio e di Gesù. I linguaggi dell'amore non trascurano la verità, ma non stanno nelle formule fisse e straripano.
Non sono affatto indifferente alla ricerca della verità o incurante della dottrina, ma non si può più continuare a individuare ciò che è "cristiano" in base ad alcune dottrine. Al primo posto sta la pratica della giustizia, dell'amore, della pace, della condivisione.
Bisogna anche qui ripartire da Gesù di Nazareth che ha parlato di Dio al modo dei poeti. Le sue parabole sono creazioni poetiche di altissimo valore. "La poesia, per sua natura, fa saltare i confini che i guardiani dei riti e delle formule "giuste" hanno tracciato, nel nome del loro "Dio", intorno agli esseri umani .... La dogmatica ecclesiastica invece .... prende le parole poetiche di Gesù e le immagini mitiche su Gesù del Nuovo Testamento come motivo per edificare un'ampia dottrina su Dio e sull'uomo, che renda possibile, in base a determinati giochi di parole, suddividere i credenti in membri o in contestatori della rispettiva religione o confessione giusta" (E. Drewermann, C'è speranza per la fede? Queriniana, pag. 163).
La dottrina ufficiale diventa così un coltello in mano al potere gerarchico che, anziché creare ponti, divide le persone le une dalle altre.

Franco Barbero