"L'ANIMA
È COME IL FUOCO: SE NON BRUCIA NON C'È".
Siamo
tutti di corsa.
Uno dei nostri ritornelli più frequenti è: “non
so cosa fare prima!“. Rincorriamo le scadenze. Funzioniamo come
quei pupazzetti che si muovono grazie ad una carica e si agitano
finché hanno “carica“ in corpo. Ci svegliamo al mattino e
iniziamo ad “agitarci“ sperando di avere carica per tutta la
giornata. Finché a sera ci troviamo “scaricati“ e, a volte,
svuotati. Eppure abbiamo fatto mille cose! Perché? Perché l’anima,
se non brucia, non c’è. Non le basta “agitarsi“. Ha bisogno di
motivazioni, di passioni, di ideali per cui “bruciare“.
L’anima
vive spendendosi. Spesso, invece, immaginiamo la nostra anima come un
castello da difendere. La nostra identità diventa un castello
imprendibile. Tiriamo fuori i denti per salvaguardare la nostra
autonomia, i nostri diritti, le nostre opinioni, il nostro tempo.
Pare che le uniche cose serie siano i diritti personali, la privacy,
la propria sicurezza, la propria autonomia. E così ci troviamo
isolati e vuoti. Nello stesso tempo trattiamo la nostra anima come un
magazzino. Pensiamo che la nostra anima si riempia facendo. Siamo
convinti che sia sufficiente accumulare tante attività per riempire
il magazzino interiore. E ci troviamo delusi e stanchi perché ci
pare di avere un magazzino senza fondo, impossibile da riempire.
Ma
la nostra anima si riempie spendendosi. Qualcuno dirà: questa è
pazzia! Come può essere che qualcosa si riempia spendendosi? Queste
sono le pazzie dei cristiani! Eppure tutti, nel corso della vita,
abbiamo toccato con mano che la nostra anima è proprio fatta così.
Pensiamo all’innamoramento: quando sei innamorato ti senti “pieno“
proprio mentre sei “fuori“ per lei o per lui. Ti senti pieno
anche se stai “sprecando“ tempo, energie, pensieri per l’altra
persona.
La stessa cosa capita quando fai un’azione buona e
gratuita: ti senti pieno anche se in realtà hai speso una mezza
giornata per fare un piacere a qualcun altro. L’anima si riempie,
la nostra vita si riempie se impariamo a regalarci. É una bella
sfida! Eppure é l’unica sfida che può offrirci serenità e
speranza. Il pensiero che respiriamo quotidianamente vuole farci
credere che siamo castelli o magazzini insaziabili. Invece noi siamo
al mondo per essere un regalo. Lo so, è una sfida contro corrente.
Aiutiamoci ad affrontarla. È una sfida culturale, di mentalità.
Gesù Cristo é affascinante perché non si presenta come castello o
magazzino, ma come uomo donato, speso, appassionato. Aggrappiamoci a
lui per innamorarsi ogni giorno della nostra vita, di questo nostro
mondo, delle persone con cui viviamo. Aiutiamoci, credenti e non
credenti, ad uscire dal mito della difesa e della sicurezza. Prima
che a difenderci dobbiamo imparare a regalarci. Dalla difesa nasce la
solitudine, dal regalo nasce la relazione. Coraggio!
Derio
Olivero, vescovo di Pinerolo, 27 giugno