giovedì 26 luglio 2018

L'ANIMA E' COME IL FUOCO : SE NON BRUCIA NON C'E'"

"L'ANIMA È COME IL FUOCO: SE NON BRUCIA NON C'È".

Siamo tutti di corsa. 
Uno dei nostri ritornelli più frequenti è: “non so cosa fare prima!“. Rincorriamo le scadenze. Funzioniamo come quei pupazzetti che si muovono grazie ad una carica e si agitano finché hanno “carica“ in corpo. Ci svegliamo al mattino e iniziamo ad “agitarci“ sperando di avere carica per tutta la giornata. Finché a sera ci troviamo “scaricati“ e, a volte, svuotati. Eppure abbiamo fatto mille cose! Perché? Perché l’anima, se non brucia, non c’è. Non le basta “agitarsi“. Ha bisogno di motivazioni, di passioni, di ideali per cui “bruciare“. 
L’anima vive spendendosi. Spesso, invece, immaginiamo la nostra anima come un castello da difendere. La nostra identità diventa un castello imprendibile. Tiriamo fuori i denti per salvaguardare la nostra autonomia, i nostri diritti, le nostre opinioni, il nostro tempo. Pare che le uniche cose serie siano i diritti personali, la privacy, la propria sicurezza, la propria autonomia. E così ci troviamo isolati e vuoti. Nello stesso tempo trattiamo la nostra anima come un magazzino. Pensiamo che la nostra anima si riempia facendo. Siamo convinti che sia sufficiente accumulare tante attività per riempire il magazzino interiore. E ci troviamo delusi e stanchi perché ci pare di avere un magazzino senza fondo, impossibile da riempire. 
Ma la nostra anima si riempie spendendosi. Qualcuno dirà: questa è pazzia! Come può essere che qualcosa si riempia spendendosi? Queste sono le pazzie dei cristiani! Eppure tutti, nel corso della vita, abbiamo toccato con mano che la nostra anima è proprio fatta così. Pensiamo all’innamoramento: quando sei innamorato ti senti “pieno“ proprio mentre sei “fuori“ per lei o per lui. Ti senti pieno anche se stai “sprecando“ tempo, energie, pensieri per l’altra persona. 
La stessa cosa capita quando fai un’azione buona e gratuita: ti senti pieno anche se in realtà hai speso una mezza giornata per fare un piacere a qualcun altro. L’anima si riempie, la nostra vita si riempie se impariamo a regalarci. É una bella sfida! Eppure é l’unica sfida che può offrirci serenità e speranza. Il pensiero che respiriamo quotidianamente vuole farci credere che siamo castelli o magazzini insaziabili. Invece noi siamo al mondo per essere un regalo. Lo so, è una sfida contro corrente. 
Aiutiamoci ad affrontarla. È una sfida culturale, di mentalità. Gesù Cristo é affascinante perché non si presenta come castello o magazzino, ma come uomo donato, speso, appassionato. Aggrappiamoci a lui per innamorarsi ogni giorno della nostra vita, di questo nostro mondo, delle persone con cui viviamo. Aiutiamoci, credenti e non credenti, ad uscire dal mito della difesa e della sicurezza. Prima che a difenderci dobbiamo imparare a regalarci. Dalla difesa nasce la solitudine, dal regalo nasce la relazione. Coraggio!
Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, 27 giugno