Ovviamente non parlo qui da meteorologo. Nella distrazione generale, anche a livello ecumenico, a Kiew in Ucraina sale lo scontro interno alla chiesa ortodossa.
La chiesa ortodossa locale vuole staccarsi da Mosca, cioè conquistare l'auto-cefalia, che significa un patriarca e una struttura propria.
Ma un altro scontro è in corso dal 21 luglio ad Econe, casa madre svizzera, dove si sta svolgendo il capitolo generale della "fraternità sacerdotale san Pio X", comunemente identificata con la comunità tradizionalista dei "lefevriani".
Il contrasto è tra l'ala ultra conservatrice, che vuole rompere totalmente con il Vaticano, e un'ala "aperturista", che intende aprire qualche piccolo varco di dialogo con la chiesa romana.
In ogni caso, al di là di questi conflitti interni, il loro tradizionalismo continua a crescere e raccoglie in molte parti del mondo consensi e adesioni.
I lefevriani sono ora presenti in 70 nazioni con oltre 650 preti.
Con l'Opus Dei, i legionari, i cavalieri di Malta e simili… costituiscono anche una potenza economica per nulla indifferente che rende il Vaticano meno pronto a contestare le loro pratiche tradizionaliste.
Di queste "operazioni" poco si parla nelle nostre chiese e comunità, ma si tratta di realtà che mantengono il cristianesimo dentro gli schemi della rigidità dottrinaria più estrema e vivono in contrapposizione ad ogni intervento di rinnovamento.
Franco Barbero