O
Signore, Dio di Abramo, di Rebecca e di Sara,
Dio
di Anna e di Myriam, di Mosè e di Samuele,
Dio
di Gesù, di tutte le donne e di tutti gli uomini:
siamo
venuti qui, anche oggi per cercare una Parola, la Tua.
Attorno
a noi tutto è parola,
immagine,
luce, suono e colore.
Tu,
o Signore, non reggi alla concorrenza.
In
questi giorni un po’ tutti vogliono farci comperare qualcosa,
Tu
non ci vendi niente.
Continui
a farTi proposta, a farci proposte.
Quanto
più passano gli anni, o Dio vicinissimo,
scopro
che Tu sei veramente altro da noi.
Non
posso più pensare a Te con un briciolo di paura.
Mi
restano tante paure, ma non quella di Te.
Mi
ritornano in cuore le Tue parole scritte nel libro del profeta Osea:
“Quando
il mio popolo era un ragazzo io l’ho amato e l’ho chiamato ad
uscire dall’Egitto perché era mio figlio. E’ vero: io chiamavo
mio figlio, questo mio popolo… mi sfuggiva, si allontanava da me
per correre dietro agli idoli. Io ho insegnato a camminare al mio
popolo, l’ho tenuto tra le braccia, ma lui non ha capito. L’ho
attirato con affetto e amore. Sono stato per lui come uno che solleva
il bambino fino alla guancia. Mi sono abbassato fino a lui per
imboccarlo…
Posso
forse lasciarti, o popolo mio? Come potrei farcela ad abbandonarti?
Il mio cuore non me lo permette, il mio amore è….troppo forte.
Israele, popolo mio, nonostante tutta l’ira…io non ti farò del
male perché sono Dio e non un uomo.
In
mezzo a te io sono il Santo e tu un giorno mi seguirai…Popolo
mio…io ti amerò con tutto il cuore, sarò per te come rugiada…e
tu fiorirai come un giglio; sarò per te come un cipresso sempre
verde”. (Os.
II-14, passim).
Signore,
Tu che hai aperto sentieri di vita, fa’ che tutti noi possiamo
credere a questo Tuo amore, così come l’ha cantato il profeta. Non
cessare di costruire nel mondo e nei cuori sentieri di vita, di
libertà, di impegno, di gioia. In questo riconosciamo il Tuo amore
perdonante, nel fatto che ci prendi per mano e ci guidi su strade
nuove.
Franco
Barbero 1988