La leghista alla Commissione diritti
"Migranti nei forni? Era solo un like"
ROMA. È bello lungo l'elenco delle esternazioni grazie alle quali Stefania Pucciarelli si è conquistata il titolo di presidente della Commissione diritti umani: gay, rom, immigrati. La senatrice leghista ha una certa predilezione per le minoranze, trattate a ceffoni via social ripetutamente, sin da quando si propose da giovane promessa leghista dalla sua Sarzana.
Pucciarelli risponde a tarda sera - qualche minuto, prima di chiudere brutalmente la telefonata - dopo che per tutto il giorno è montata la polemica nata dallo sgomento delle opposizioni di fronte alla nomina che la incorona al posto che per anni e stato di Luigi Manconi, paladino dei diritti umani. «Un'esperta del settore» twitta sarcastico il dem Emanuele Fiano. «Un altro passo verso una deriva culturale e politica» risponde l'ex presidente della Camera, Laura Boldrini. Il responsabile Diritti civili del Pd, Sergio Lo Giudice: «M5S e Lega affidano il compito di vigilare sulla violazione delle libertà fondamentali a chi quelle libertà vorrebbe distruggerle, indagata per istigazione all'odio razziale». Anche tra le associazioni è tanto lo stupore, anche perché la nomina segue a quella mai digerita di ministro della Famiglia dell'ultra- tradizionalista Lorenzo Fontana : «Disgustoso» attacca Aurelio Mancuso di Equality Italia.
I grillini, imbarazzati per aver sostenuto la sua nomina, si nascondono dietro indiscrezioni: «La Lega ha proposto il suo nome provocatoriamente come vendetta perché ci siamo opposti al ddl Pillon (sull'affido condiviso, ndr)».
Il web, implacabile, fa riemergere il diario della senatrice. Quando liquidò il pride toscano come una carnevalata meno seria; quando appena dieci giorni fa esaltò le ruspe contro i campi rom e soprattutto quando mise un like a un post che evocava i forni contro i migranti. Pucciarelli si beccò una denuncia. «Che delusione»...Prego? «Abbiamo tanti problemi eppure si parla di un caso chiuso da tempo, con un'archiviazione». Condivise quel post però. «Non lo avevo letto bene, infatti ne ho preso le distanze. Era solo un like a un commento di una persona che conoscevo e faceva volontariato con me. Consegnavamo pacchi alimentari, anche a molti immigrati. Mi sono dissociata, fu un errore di superficialità». Al suo posto era stata proposta Emma Bonino: ma lei davvero sente di avere le competenze per questa presidenza? «Ogni eletto ha alle spalle un partito con la propria storia, tutti potremmo essere agli occhi degli altri non idonei. Sarò garante di un dialogo democratico». «Ognuno ha i propri temi...». È andata con il burqa in consiglio regionale in Liguria: «Era per denunciare che anche in Italia ci sono donne prigioniere. E non sono i cristiani che fanno indossare il burqa». Nemmeno tutti i musulmani. .. Le domande iniziano a innervosire la senatrice, che evade le risposte. Moschee: da leghista ci ha fatto campagne contro: «Valuteremo la questione». Rom: «Voglio difendere i diritti dei bambini che vivono in condizioni igieniche pessime». Userebbe le ruspe? «Lo so cosa mi vuole far dire». Lo ha già detto, in realtà: «Buona serata».
Ilaria Lombardo
(La Stampa 15 novembre)