mercoledì 28 novembre 2018

LE PAROLE PER DIRLO


“E’ lei che ha fatto fiorire il pesco?”

Sono a Roma per l’incontro dei vescovi italiani. Oggi il Cardinale Presidente ha raccontato un fatto che mi ha colpito. Un giorno Giorgio La Pira sta camminando per la sua Città (Firenze). In un giardino vede un bel pesco in fiore. Pochi giorni prima, passando per quella strada, aveva notato lo stesso albero ancora spoglio. Così, sorpreso, si avvicina al giardiniere e gli chiede: “Contadino, l’ha fatto fiorire lei questo pesco?” Il contadino risponde: “No, l’è stata la primavera”. E La Pira ribatte: “E l’ha fatta lei la primavera?” “No risponde il contadino, la primavera la manda Iddio”. Che bello! Quel pesco per vari mesi è stato spoglio, secco. Poi, quasi per miracolo, si è coperto di bellissimi fiori rosa. In un attimo all’improvviso. Chi ha operato questa magia? Non il contadino, che pure lavora con cura, ma qualcosa di più grande: la primavera, cioè una forza vitale che sta dentro la terra, dentro il pesco brullo, dentro lo scorrere del tempo. C’è una “forza vitale” che “resiste all’inverno” e prima o poi emerge, esplode, rinasce. Abbiamo bisogno di ricordarci questa verità durante l’inverno, durante ogni inverno. Abbiamo bisogno di stare nel buio e nel freddo della stagione invernale con la certezza che “una forza vitale” sta lottando oltre ogni nostra aspettativa. Auguro a tutti di entrare quest’anno nell’inverno con questa fiducia. Ma soprattutto auguro a tutti di guardare con questa fiducia “gli inverni della propria esistenza”: i momenti difficili, i periodi carichi di dubbi e di incertezze, i giorni di crisi. A volte è difficile vedere una via di uscita. Ci sembra che “questa crisi non possa finire mai”. Così diventiamo depressi e delusi: “Non c’è più nulla da fare”. Ecco il momento giusto per pensare alla primavera, ecco il tempo opportuno per credere alla forza vitale che ci supera. C’è dentro ogni crisi una forza che ci supera e che presto fiorirà. Presto spunterà mostrandoci nuove strade. Impariamo a vivere ogni inverno da buoni giardinieri. E così non smetteremo di lottare e di sperare. In fondo siamo al mondo proprio per costruire. E si costruisce solo con tenace lotta e persistente speranza. In ogni fase della propria vita ed in ogni epoca storica. Compresa la nostra. Questo vale per tutti, credenti e non credenti. Per i credenti c’è una ulteriore fortuna. Il credente sa che Dio sta dietro ogni primavera. Proprio come diceva il contadino: “La primavera la manda Iddio”. Essere credenti in tempo di crisi significa essere capaci di speranza. Il credente guarda la vita come una strada verso la Primavera. E non si spaventa di fronte a nessun inverno. Buon cammino.
Derio Olivero, vescovo – L’Eco del Chisone 23/11