“E’
lei che ha fatto fiorire il pesco?”
Sono
a Roma per l’incontro dei vescovi italiani. Oggi il Cardinale
Presidente ha raccontato un fatto che mi ha colpito. Un giorno
Giorgio La Pira sta camminando per la sua Città (Firenze). In un
giardino vede un bel pesco in fiore. Pochi giorni prima, passando per
quella strada, aveva notato lo stesso albero ancora spoglio. Così,
sorpreso, si avvicina al giardiniere e gli chiede: “Contadino,
l’ha fatto fiorire lei questo pesco?” Il
contadino risponde: “No,
l’è stata la primavera”. E
La Pira ribatte: “E
l’ha fatta lei la primavera?” “No risponde il contadino, la
primavera la manda Iddio”. Che
bello! Quel pesco per vari mesi è stato spoglio, secco. Poi, quasi
per miracolo, si è coperto di bellissimi fiori rosa. In un attimo
all’improvviso. Chi ha operato questa magia? Non il contadino, che
pure lavora con cura, ma qualcosa di più grande: la primavera, cioè
una forza vitale che sta dentro la terra, dentro il pesco brullo,
dentro lo scorrere del tempo. C’è una “forza vitale” che
“resiste all’inverno” e prima o poi emerge, esplode, rinasce.
Abbiamo bisogno di ricordarci questa verità durante l’inverno,
durante ogni inverno. Abbiamo bisogno di stare nel buio e nel freddo
della stagione invernale con la certezza che “una forza vitale”
sta lottando oltre ogni nostra aspettativa. Auguro a tutti di entrare
quest’anno nell’inverno con questa fiducia. Ma soprattutto auguro
a tutti di guardare con questa fiducia “gli inverni della propria
esistenza”: i momenti difficili, i periodi carichi di dubbi e di
incertezze, i giorni di crisi. A volte è difficile vedere una via di
uscita. Ci sembra che “questa crisi non possa finire mai”. Così
diventiamo depressi e delusi: “Non c’è più nulla da fare”.
Ecco il momento giusto per pensare alla primavera, ecco il tempo
opportuno per credere alla forza vitale che ci supera. C’è dentro
ogni crisi una forza che ci supera e che presto fiorirà. Presto
spunterà mostrandoci nuove strade. Impariamo a vivere ogni inverno
da buoni giardinieri. E così non smetteremo di lottare e di sperare.
In fondo siamo al mondo proprio per costruire. E si costruisce solo
con tenace lotta e persistente speranza. In ogni fase della propria
vita ed in ogni epoca storica. Compresa la nostra. Questo vale per
tutti, credenti e non credenti. Per i credenti c’è una ulteriore
fortuna. Il credente sa che Dio sta dietro ogni primavera. Proprio
come diceva il contadino: “La primavera la manda Iddio”. Essere
credenti in tempo di crisi significa essere capaci di speranza. Il
credente guarda la vita come una strada verso la Primavera. E non si
spaventa di fronte a nessun inverno. Buon cammino.
Derio
Olivero, vescovo – L’Eco
del Chisone 23/11