Un giro in carrozzina
METTERSI NEI PANNI DI UN DISABILE TRA FATICA E INSIDIEUn giro fatto assieme a persone disabili, per comprendere le difficoltà e la fatica di muoversi in carrozzina, provando l'esperienza di persona
a cura della Redazione di Insonnia
Abbiamo voluto provare noi della redazione a capire cosa significa per un disabile muoversi in Racconigi, spostarsi da una via all'altra, andare in un bar piuttosto che in un negozio, o prendere il treno o andare al cimitero. Abbiamo voluto provare di persona, sedendoci su una carrozzina e affidando la nostra mobilità ad un altro, ad affrontare la fatica (fisica) dello spostarsi, affrontare le insidie della strada e le barriere che fino a quando non ti siedi su una carrozzina, non riesci a vedere e capire fino in fondo.
Sia star seduti sulla carrozzina, sia guidarla non è assolutamente una passeggiata.
"Aspettare che qualcuno ti sposti, dipendendo in pieno da lui/lei è come sentirsi impotente, allora io che mi so muovere, istintivamente provo ad aiutarlo, ma non devo perché mi devo immedesimare in chi non può muoversi ed allora mi sento in balia del mio accompagnatore, ho fiducia in lui ma sento il suo sforzo.
Condurre una persona cara con questo tipo di veicolo fragile è una responsabilità non indifferente, si teme di causargli un danno ed allora il tuo sforzo per mantenere il massimo equilibrio cresce, si suda, aumenta il battito cardiaco ed il respiro si fa sempre più breve.
Un escamotage è ricercare il percorso meno accidentato e fai proseguire la carrozzina in un percorso a continui cambiamenti di direzione e al trasportato viene quasi la nausea.
Lunedì era una bella giornata di sole, non immaginiamo quando il tempo è inclemente!"
Volevamo elencare quali sono gli ostacoli e le barriere architettoniche; abbiamo constatato che il suolo pubblico è una barriera architettonica per questo tipo di veicoli, ma solo se si sperimenta il ruolo di guidato e di guidatore è possibile rendersi conto del disagio fisico e psicologico che si incontra; non è stata una pagliacciata spettacolare la nostra, solo così abbiamo potuto provarne le sensazioni.
Abbiamo fotografato molto e in questo numero il racconto fotografico è frutto di questa esperienza.
IL PERCORSO
Riportiamo un breve estratto del resoconto del "giro in carrozzina" che abbiamo trascritto direttamente dalle registrazioni audio effettuate nel corso dell'esperienza in modo che il lettore si possa rendere conto di come abbiamo proceduto.
Hanno partecipato:
- gli operatori Luca e Margherita del Centro Alambicco con i ragazzi Alessandro e Andrea in carrozzina;
- Roberta col bimbo Gabriel nel passeggino;
- gli "Insonni" Giancarlo, Guido e Rodolfo che si sono alternati nel ruolo di conduttori di carrozzina, "disabili" in carrozzina e accompagnatori di Michela;
- gli "Insonni" Giacomo e Giancarlo nel ruolo di addetti alla documentazione fotografica ed alla registrazione audio.
Con A è indicata la carrozzina con su un nostro operatore, con B la carrozzella di Michela. I riferimenti ad A valgono in genere anche per le carrozzelle di Alambicco.
Provenendo da Piazza degli uomini, saliamo sul marciapiede ovest di via Levis e lo seguiamo senza particolari difficoltà. Il bar sulla destra non è accessibile per la presenza di tre gradini. Problemi di accesso anche dal panettiere, un gradino. La discesa per svoltare in v. Mayneri non presenta difficoltà. Svoltiamo nella v. Mayneri, che appare abbastanza sconnessa.
Via Ormesano - Poliambulatorio
Prendiamo v. Ormesano e ci dirigiamo verso il Poliambulatorio. A ha difficoltà a imboccare il marciapiede di v. Ormesano, B non ci riesce (in sintesi, la maggior parte dei marciapiedi non sono accessibili per B). Raggiungiamo il Poliambulatorio, imbocchiamo agevolmente la rampa del percorso protetto, salita un po' faticosa ma senza problemi, anche per B, entriamo con un po' di difficoltà, percorriamo corridoio e arriviamo agli sportelli. Non verifichiamo l'ascensore, ma dovrebbe essere accessibile.
Dalla Stazione al Cimitero
LE NOSTRE OSSERVAZIONI
Al termine della nostra indagine possiamo evidenziare tutta una serie di problematiche relative ad aspetti specifici della percorribilità del territorio comunale. Le andiamo ad elencare:
La fruibilità dei marciapiedi
Due sono le conseguenze: il rischio di ribaltamento della carrozzina e la necessità di utilizzare la sede stradale.
Decisamente migliore per quanto riguarda il fondo è il marciapiede lastricato a lose.
Bene l'accesso agli uffici Comunali, all'ufficio Postale e al Poliambulatorio, bene anche l'accesso alle chiese che dispongono tutte di rampa apposita (ma la rampa di San Domenico è talmente ripida che solo con molta forza si può riuscire a farvi salire una carrozzina anche non troppo pesante).
Non tutti gli studi medici sono raggiungibili da un disabile o da una mamma con carrozzina. Così pure per bar, caffè e ristoranti. Soltanto pochi negozi sono raggiungibili dalla carrozzina e questo può causare scoramento per chi rimane da solo in attesa fuori dal locale.
Tutto questo rappresenta indubbiamente un peggioramento della qualità di vita del disabile ed una limitazione alla sua autonomia.
Le vie a porfido del centro storico
Le vie asfaltate del centro storico
Per chi è in carrozzina ed è costretto a percorrerle, data l'inadeguatezza dei marciapiedi, sono un vero disastro a causa di un fondo stradale che ha subito una serie infinita di rimaneggiamenti. E questo in aggiunta al naturale pericolo che deriva dal dover contendere il passaggio ad auto, motorini e biciclette.
L'accesso alla stazione ferroviariaUna carrozzina può accedere ai binari per ricevere qualcuno in arrivo, può prendere il treno per Torino ma non può assolutamente andare verso Cuneo o Savona, infatti il sottopasso pedonale rappresenta un ostacolo insormontabile. Questa ci sembra oggettivamente una limitazione inaccettabile.
La visita al Cimitero Comunale
Bene tutta la parte lastricata ed i campi del cimitero vecchio, è invece impossibile andare a far visita ad un congiunto che si trovi in un loculo delle "pagode". Il cimitero nuovo, poi, è impossibile da raggiungere per via di un fondo ghiaioso che rappresenta un vero e proprio ostacolo per una carrozzina appena un po' pesante. Anche queste sono limitazioni da superare al più presto.
Ci permettiamo di rivolgere un appello all'autorità comunale, in spirito collaborativo ed esprimendo la nostra piena disponibilità: si metta mano al problema, nessuno pretende "tutto e subito" ed alcuni interventi sono più urgenti di altri, ma nel momento in cui si pensasse di rivedere la viabilità nel paese, non lo si faccia con occhio volto in modo esclusivo ad auto e automobilisti ma già in un'ottica di superamento delle barriere architettoniche, magari programmando un piano a lunga scadenza e di ampio respiro.
Alcune impressioni degli operatori dell'Alambicco
Di giorno in giorno, uscendo per le vie del paese con i nostri utenti, abbiamo acquisito la consapevolezza che, per un disabile in carrozzina, le strade e i marciapiedi di Racconigi risultano non del tutto adatti.
Il nostro compito è stato quello di rendere il momento dell'uscita più confortevole e con meno disagio possibile, trovando delle soluzioni tipo il camminare sulla strada o fare un tragitto più lungo, per arrivare a destinazione, perché quello più corto è pieno di buche.
Il confronto con i non "addetti", che hanno fatto il giro con noi, è stato utile perché ci ha dato la possibilità di riscontrare alcune difficoltà e alcune sensazioni che, guidando una carrozzina, è impossibile percepire, tipo le vibrazioni che rimanda il porfido alla schiena e quelle di vuoto che si hanno inciampando nelle varie buche.
Ringraziamo di cuore la redazione di Insonnia che ci ha individuato come realtà con cui condividere questa esperienza e Michela Della Valle che, facendo la passeggiata con noi, ci ha messi a conoscenza di altre difficoltà riscontrate in luoghi che per il momento noi del Centro non abbiamo avuto modo di frequentare.
Le impressioni di Michela
Per prima cosa dico grazie agli operatori di Insonnia perché questa esperienza mi ha dato la gioia di capire che qualcosa che ho sempre pensato non si potesse fare è invece possibile se si incontrano persone che hanno voglia di avere nella loro vita noi persone in difficoltà e di ascoltare la nostra testimonianza.
METTERSI NEI PANNI DI UN DISABILE TRA FATICA E INSIDIEUn giro fatto assieme a persone disabili, per comprendere le difficoltà e la fatica di muoversi in carrozzina, provando l'esperienza di persona
a cura della Redazione di Insonnia
Sia star seduti sulla carrozzina, sia guidarla non è assolutamente una passeggiata.
"Aspettare che qualcuno ti sposti, dipendendo in pieno da lui/lei è come sentirsi impotente, allora io che mi so muovere, istintivamente provo ad aiutarlo, ma non devo perché mi devo immedesimare in chi non può muoversi ed allora mi sento in balia del mio accompagnatore, ho fiducia in lui ma sento il suo sforzo.
Condurre una persona cara con questo tipo di veicolo fragile è una responsabilità non indifferente, si teme di causargli un danno ed allora il tuo sforzo per mantenere il massimo equilibrio cresce, si suda, aumenta il battito cardiaco ed il respiro si fa sempre più breve.
Un escamotage è ricercare il percorso meno accidentato e fai proseguire la carrozzina in un percorso a continui cambiamenti di direzione e al trasportato viene quasi la nausea.
Lunedì era una bella giornata di sole, non immaginiamo quando il tempo è inclemente!"
Volevamo elencare quali sono gli ostacoli e le barriere architettoniche; abbiamo constatato che il suolo pubblico è una barriera architettonica per questo tipo di veicoli, ma solo se si sperimenta il ruolo di guidato e di guidatore è possibile rendersi conto del disagio fisico e psicologico che si incontra; non è stata una pagliacciata spettacolare la nostra, solo così abbiamo potuto provarne le sensazioni.
Abbiamo fotografato molto e in questo numero il racconto fotografico è frutto di questa esperienza.
IL PERCORSO
Riportiamo un breve estratto del resoconto del "giro in carrozzina" che abbiamo trascritto direttamente dalle registrazioni audio effettuate nel corso dell'esperienza in modo che il lettore si possa rendere conto di come abbiamo proceduto.
Hanno partecipato:
- gli operatori Luca e Margherita del Centro Alambicco con i ragazzi Alessandro e Andrea in carrozzina;
- Roberta col bimbo Gabriel nel passeggino;
- gli "Insonni" Giancarlo, Guido e Rodolfo che si sono alternati nel ruolo di conduttori di carrozzina, "disabili" in carrozzina e accompagnatori di Michela;
- gli "Insonni" Giacomo e Giancarlo nel ruolo di addetti alla documentazione fotografica ed alla registrazione audio.
Con A è indicata la carrozzina con su un nostro operatore, con B la carrozzella di Michela. I riferimenti ad A valgono in genere anche per le carrozzelle di Alambicco.
Via Levis – via Mayineri
Via Ormesano - Poliambulatorio
Prendiamo v. Ormesano e ci dirigiamo verso il Poliambulatorio. A ha difficoltà a imboccare il marciapiede di v. Ormesano, B non ci riesce (in sintesi, la maggior parte dei marciapiedi non sono accessibili per B). Raggiungiamo il Poliambulatorio, imbocchiamo agevolmente la rampa del percorso protetto, salita un po' faticosa ma senza problemi, anche per B, entriamo con un po' di difficoltà, percorriamo corridoio e arriviamo agli sportelli. Non verifichiamo l'ascensore, ma dovrebbe essere accessibile.
Via Levis
Da v. Ormesano, il marciapiede ovest di v. Levis si percorre abbastanza agevolmente anche se le vibrazioni sono piuttosto fastidiose. Anche B passa. Passiamo sul marciapiede est, che si presenta con strettoie non facilmente percorribili. In certi tratti A passa appena, ma B no e non si può evitare il pensiero spiacevole che alla minima disattenzione una ruota possa finire fuori dal marciapiede con rischio di ribaltamento della carrozzella. Davanti alla parafarmacia il marciapiede diventa molto stretto, A passa appena, B di nuovo no ce la fa. Proseguendo, nuova strettoia e difficile attraversamento di passo carraio con scivolo più scalino dove si rischia rovesciamento carrozzella; solo al secondo tentativo ci riusciamo, ma in 'retromarcia' e trovandoci così a procedere poi in retromarcia perché sul marciapiede non è possibile fare inversione. Alla fine diventa inevitabile rinunciare al marciapiede e marciare in mezzo alla strada, come normalmente fa Alambicco con i propri ragazzi, non senza problemi soprattutto quando c'è più traffico o affollamento. B in sostanza non può disporre dei marciapiedi di questa via e la sede stradale non è certo ampia…
Dalla Stazione al Cimitero
Qui siamo rimasti soltanto con la carrozzina di Michela. In v. Circonvallazione il marciapiede lato ovest è in genere percorribile per quanto con fondo ondulato ma non sconnesso. All'incrocio con v. Oddone il marciapiede però ha termine ed è gioco forza procedere sulla sede stradale (e qui le auto vanno veloci). In fondo alla via giriamo verso il Cimitero. Non c'è attraversamento pedonale. L'attraversamento dei binari è abbastanza agevole. Entriamo nel Cimitero senza problemi. Bene la percorribilità della zona lastricata. Prendiamo a sinistra e incontriamo la ghiaia, faticosa ma non impossibile. Arriviamo con un po' di fatica alle "pagode". Qui gli scalini a scendere e a salire rendono impossibile l'accesso ai loculi. Ci dirigiamo al cimitero nuovo e subito la ghiaia, particolarmente spessa, rende impossibile il proseguimento. Torniamo dunque indietro e prendiamo Via S. Maria dove dopo il primo tratto con marciapiede sufficientemente largo, proprio in corrispondenza di un restringimento della sede stradale, siamo costretti a procedere sulla carreggiata in modo assai pericoloso.
LE NOSTRE OSSERVAZIONI
Al termine della nostra indagine possiamo evidenziare tutta una serie di problematiche relative ad aspetti specifici della percorribilità del territorio comunale. Le andiamo ad elencare:
La fruibilità dei marciapiedi
Quando ci sono, perché lungo non poche strade o tratti di strada sono del tutto assenti, i marciapiedi risultano per lo più stretti, con restringimenti improvvisi, presentano un fondo sconnesso, sono di difficile accesso per via di scalini di salita o di discesa senza rampa. Inoltre la loro percorrenza è condizionata sovente da taluni impedimenti più o meno occasionali che chi accompagna il disabile non può certo pensare di poter rimuovere, tipo: biciclette appoggiate al muro, pali della segnaletica, scatole Enel, mercanzia esposta dai negozi, scatoloni vuoti pronti per la raccolta differenziata, automobili parcheggiate provvisoriamente.
Decisamente migliore per quanto riguarda il fondo è il marciapiede lastricato a lose.
L'accesso a negozi, studi medici, uffici e locali pubblici, chiese…
Non tutti gli studi medici sono raggiungibili da un disabile o da una mamma con carrozzina. Così pure per bar, caffè e ristoranti. Soltanto pochi negozi sono raggiungibili dalla carrozzina e questo può causare scoramento per chi rimane da solo in attesa fuori dal locale.
Tutto questo rappresenta indubbiamente un peggioramento della qualità di vita del disabile ed una limitazione alla sua autonomia.
Le vie a porfido del centro storico
In genere il porfido non è il massimo per chi è costretto in carrozzina perché procura vibrazioni che provocano in breve tempo il mal di schiena. Se poi si aggiungono buchi e tombini non proprio "a filo", la situazione si complica ulteriormente ed aumenta il disagio. Decisamente migliore la percorrenza delle piazze Castello e S. Giovanni il cui porfido è di recente realizzazione.
Le vie asfaltate del centro storico
Per chi è in carrozzina ed è costretto a percorrerle, data l'inadeguatezza dei marciapiedi, sono un vero disastro a causa di un fondo stradale che ha subito una serie infinita di rimaneggiamenti. E questo in aggiunta al naturale pericolo che deriva dal dover contendere il passaggio ad auto, motorini e biciclette.
L'accesso alla stazione ferroviariaUna carrozzina può accedere ai binari per ricevere qualcuno in arrivo, può prendere il treno per Torino ma non può assolutamente andare verso Cuneo o Savona, infatti il sottopasso pedonale rappresenta un ostacolo insormontabile. Questa ci sembra oggettivamente una limitazione inaccettabile.
La visita al Cimitero Comunale
Bene tutta la parte lastricata ed i campi del cimitero vecchio, è invece impossibile andare a far visita ad un congiunto che si trovi in un loculo delle "pagode". Il cimitero nuovo, poi, è impossibile da raggiungere per via di un fondo ghiaioso che rappresenta un vero e proprio ostacolo per una carrozzina appena un po' pesante. Anche queste sono limitazioni da superare al più presto.
COSA DIRE PER CONCLUDERE?
È chiaro che le cose, per quanto riguarda la problematica che abbiamo voluto indagare, non vanno bene ed è altrettanto evidente che occorra provvedere. Siamo tuttavia coscienti del fatto che il paese che abbiamo incontrato nel nostro giro non è frutto di un unico disegno, ma di interventi successivi effettuati in epoche diverse con poca organicità. Una cosa la possiamo dire, però: la viabilità del paese è stata a suo tempo pensata con scarsa attenzione al problema del superamento delle barriere architettoniche e, forse, con scarsa sensibilità al tema della parità di diritti da garantire a chi è in difficoltà. Su questo ci dobbiamo interrogare tutti, ma oggi si impone un piano, anche dilazionato nel tempo, per restituire pari dignità a chi lo chiede.
Alcune impressioni degli operatori dell'Alambicco
a cura di Margherita e Luca, operatori del Centro Alambicco
Dopo 10 anni di lavoro al Centro ci siamo resi conto che la routine ci ha portati ad ignorare certi aspetti che si sono invece evidenziati in poche ore.
Il nostro compito è stato quello di rendere il momento dell'uscita più confortevole e con meno disagio possibile, trovando delle soluzioni tipo il camminare sulla strada o fare un tragitto più lungo, per arrivare a destinazione, perché quello più corto è pieno di buche.
Il confronto con i non "addetti", che hanno fatto il giro con noi, è stato utile perché ci ha dato la possibilità di riscontrare alcune difficoltà e alcune sensazioni che, guidando una carrozzina, è impossibile percepire, tipo le vibrazioni che rimanda il porfido alla schiena e quelle di vuoto che si hanno inciampando nelle varie buche.
Ringraziamo di cuore la redazione di Insonnia che ci ha individuato come realtà con cui condividere questa esperienza e Michela Della Valle che, facendo la passeggiata con noi, ci ha messi a conoscenza di altre difficoltà riscontrate in luoghi che per il momento noi del Centro non abbiamo avuto modo di frequentare.
Le impressioni di Michela
di Michela Della Valle
Per prima cosa dico grazie agli operatori di Insonnia perché questa esperienza mi ha dato la gioia di capire che qualcosa che ho sempre pensato non si potesse fare è invece possibile se si incontrano persone che hanno voglia di avere nella loro vita noi persone in difficoltà e di ascoltare la nostra testimonianza.
Tra le cose che vorrei potessero cambiare in Racconigi per noi disabili cito la possibilità di utilizzare i marciapiedi che invece sono troppo stretti e spesso sconnessi e i la possibilità di accedere ai negozi, agli studi medici e ai siti pubblici come fanno i cristiani normali. Poi, mi piacerebbe poter far visita ai miei cari nel Cimitero Comunale.
(da Insonnia, mensile Racconigi, pag. 1 e seguenti, novembre 2018-contatti@insonniaracconigi.it)






