domenica 16 dicembre 2018

4 DOMANDE A GIULIA CANANZI

REDATRICE DEL MESSAGGERO
Dormiamo in redazione per evitare la chiusura“
Ho impegnato tutta la mia vita raccontando di mondi lontani e poveri come gli orfani della Repubblica di Guinea accuditi dalle suore. Storie molto forti per sensibilizzare i nostri lettori che sono anche sostenitori dei progetti della Caritas locale. Ed ora sembra tutto finito“.
Giulia Cananzi è una redattrice de ”Il Messaggero di Sant'Antonio“. Da 27 anni si occupa di storie di fede e di missioni sparse in 148 Paesi. E’ lei che ha dovuto dare la notizia del licenziamento ai suoi colleghi come fiduciaria di redazione.
1 Come si lavora in un mensile come il vostro?
Il senso di fare il giornalista era soprattutto questo: portare un pezzo di mondo delle missioni nelle case dei nostri abbonati e diffondere conoscenza“.
2 Cosa pensi dopo la doccia fredda della chiusura della redazione?
Una sensazione di amarezza a 15 giorni da Natale. La nostra storia alle spalle è una storia di passione, quest'anno sono 120 anni di pubblicazione. E fa ancora più male sapere che girano cifre da capogiro intorno alla nostra basilica“.
3 Cosa vi ha colpito?
È triste questa modalità: le perdite  economiche, sempre comunicate a voce e senza mai un’ analisi di costi e ricavi, non possono comunque giustificare un tale atteggiamento“.
4 Cosa state facendo per evitare la chiusura?
Siamo in sciopero  ad oltranza, dormiamo in redazione a partire da stanotte (ieri, ndr) ma siamo  frastornati: abbiamo dato tutto e siamo stati sbattuti fuori dalla porta“. M.S. –