Azione
permanente
“I
progressi sono sempre i mobili collegamenti delle pratiche di libertà
con queste invariabili.
Il
corollario di questo è fondamentale per il pensiero dell’impegno:
l’invariabile che è una manifestazione della lunga durata, può
sempre riemergere se la lotta è meno vivace. L’oppressione delle
donne può riaffiorare in un’epoca in cui l’amicizia e la
solidarietà tra sessi non sono più sperimentati. L’impegno non si
limita mai a essere una semplice difesa di ciò che si è ottenuto.
Nessun’epoca risolve i problemi una volta per tutte. L’esigenza
cui dobbiamo rispondere si formula così: Come inventare nella mia
situazione delle pratiche di emancipazione che possano emarginare
l’oppressione. L’impegno inizia con il riconoscimento della
nostra fondamentale fragilità e del carattere effimero del fenomeno
umano. Non si lotta mai una volta per tutte. L’azione è una
esigenza permanente; può creare degli irreversibili, ma non mette
mai fine all’effimero”.
Miguel
Benasayag, Contro
il niente,
Feltrinelli, pag. 116