domenica 9 dicembre 2018

LA BIBLIOTECA
UN PARADISO HI-TECH PER MANOSCRITTI E LIBRI ANTICHI

La biblioteca di Santa Caterina, diretta con un'efficienza da XXI secolo dal monaco di origini texane padre Giustino (Father Justin), raccoglie 3.300 manoscritti originali e settemila antichi libri a stampa ed è la più importante dopo quella vaticana per questo tipo di documenti. Grazie ai contributi di alcune fondazioni, soprattutto americane, i locali sono stati completamente rinnovati, dotati di scaffalature e raccoglitori che tengono le opere al riparo dalla luce e dall'insidiosa polvere del deserto. L'avveniristico impianto antincendio non è a getto d'acqua ma di gas inerti che smorzano le fiamme sottraendo ossigeno all'aria. Tra i documenti qui conservati c'era il famoso Codex Sinaiticus, datato al IV secolo, recante la più antica versione della Bibbia portata direttamente dall'ebraico al greco. Autore della scoperta fu lo studioso tedesco Constantin von Tischendorf (1815-1874) che trovò alcuni fogli in una cesta. Il monaco gli disse che si trattava di rifiuti che dovevano servire per alimentare il fuoco nel forno. In varie visite successive lo studioso riuscì a scoprire e a mettere in salvo gran parte del resto e, vincendo la diffidenza dei monaci, a farselo inviare in un altro monastero ortodosso al Cairo da dove il preziosissimo testo venne inviato in dono allo zar. Per diversi decenni il manoscritto è stato conservato presso la Biblioteca Nazionale Russa di san Pietroburgo. Nel 1933 l'Unione Sovietica lo ha venduto per centomila sterline alla British Library dove ora si trova. I monaci di santa Caterina continuano però a sostenere, non del tutto a torto, che il prezioso Codex è stato semplicemente rubato. (c.a.)

(Il Venerdì 23 novembre)