Cara Maria di Nazareth
io
non ti prego mai, proprio mai. Prego soltanto Dio, come ci ha
insegnato Gesù, il più ‘discolo’ dei tuoi figli. Dunque, non mi
rivolgo a te per invocarti, ma per un dialogo a cuore aperto.
Ho l’impressione, cara Maria, che da un po’ di tempo gente troppo ‘zelante’ ti stia facendo un brutto servizio. Proclamano ai quattro venti che tu sei apparsa qua, apparsa là... tanto da farti sembrare ora una maga, ora una fatina, ora una befana in vena di strane comparse. Qui sulla terra, se sei un po’ informata, spettacolo ce n’è già fin troppo. Con questo tuo supposto ed esagitato ‘apparire’ qua e là, solcando i cieli ed attraversando gli oceani, fai concorrenza a Wojtyla, imperatore della chiesa cattolica, che va dicendo in giro di essere il vicario di Cristo.
Ho l’impressione, cara Maria, che da un po’ di tempo gente troppo ‘zelante’ ti stia facendo un brutto servizio. Proclamano ai quattro venti che tu sei apparsa qua, apparsa là... tanto da farti sembrare ora una maga, ora una fatina, ora una befana in vena di strane comparse. Qui sulla terra, se sei un po’ informata, spettacolo ce n’è già fin troppo. Con questo tuo supposto ed esagitato ‘apparire’ qua e là, solcando i cieli ed attraversando gli oceani, fai concorrenza a Wojtyla, imperatore della chiesa cattolica, che va dicendo in giro di essere il vicario di Cristo.
Qualche
volta, quando leggo il tuo nome nelle Scritture, penso a te, al tuo
cammino di fede che mi ha sempre interessato. C’eri anche tu,
probabilmente, quel giorno in cui tentaste di "convincere"
Gesù a starsene un po’ tranquillo e ‘prudente’, a non
predicare certe verità scottanti che potevano metterlo nei guai.
L’evangelo
(Marco 3, 20-34) ce ne parla con chiarezza. Come ti capisco! Nemmeno
per te fu facile discernere se quel figlio che avevi generato con
Giuseppe ora era impazzito o se, invece, Dio lo stava guidando su
strade nuove e sconvolgenti. Anche tu, come lo stesso Gesù, e come
tutti noi, cercasti la via di Dio tra luci ed ombre. Non posso non
sentirti vicina a noi in questa ricerca, affascinante e travagliata,
della volontà di Dio.
Per
tutto questo mi spiace che la tua ‘storia’ sia stata usata e
strumentalizzata. O Maria, ti abbiamo usato violenza teologica
continuata schiacciandoti sotto una montagna di
dogmi, di reliquie, di devozionalismi, di leggende, di
superstizioni: il tutto ad uso ecclesiastico. Abbiamo corso il
rischio di negarti come donna e come credente. Poi ti abbiamo
trasportata in cielo proclamandoti madre della chiesa, per coronare i
nostri castelli dogmatici che ora cominciano a pesare come
fardelli inutili ed ingombranti. Intanto tu, o Maria, bambola di
gesso in mano all’istituzione ecclesiastica, sei diventata un
sicuro investimento. Anche quando il dollaro scende, le
"azioni" mariane continuano a salire. Sei addirittura
diventata un’industria redditizia che produce, nei grandi
supermercati che vengono anche chiamati santuari, un’infinità di
articoli di largo consumo: ricordini, statue, corone, acqua
benedetta, quadri... mi dispiace per te, Maria di Nazareth, ma molto
di più per questo commercio che rischia di travolgere e stravolgere
la fede dei più semplici. Probabilmente è la sfortuna che colpisce
chi da donna diventa madonna.
Ora arriva l’anno mariano. Ne vedremo di cotte e di crude. Le agenzie del sacro sono ormai a pieno ritmo in tutti i continenti. Lo so che non puoi farci niente neppure tu, ma... quante stupidaggini ti fanno dire in tutte queste supposte apparizioni! Ti mettono in bocca messaggi di angoscia e di minaccia che non hanno nulla in comune con la gioia e la speranza dell’evangelo. Non pensi che se si dessero una "calmata" non sarebbe nemmeno male? Qui, tra svolazzi di Satana, viaggi pontifici a suon di miliardi, e tue apparizioni, la nostra fede rischia di superare in umorismo e fantasia anche Staino, Altan e Forattini. E non si dica che questa e la stoltezza della croce.
Continuerò a pensare a te come donna e come credente la cui storia ha molto da insegnarci. Tu non sei la bambola di gesso che le nostre teologie maschiliste hanno fabbricato. Solo restituendo a te il tuo corpo, la tua sessualità, le tue emozioni, la tua storia di donna e di madre, profondamente inserita nella ‘cultura’ di quella terra, potremo forse riscoprire la tua fede, la chiamata che Dio ti ha rivolto e la risposta che tu hai cercato di dare all’azione di Dio.
Ci sarà forse qualche dogma da archiviare e qualche migliaio di santuari da chiudere o "riconvertire", ma l’evangelo può esigere da noi questo e altro.
Ora arriva l’anno mariano. Ne vedremo di cotte e di crude. Le agenzie del sacro sono ormai a pieno ritmo in tutti i continenti. Lo so che non puoi farci niente neppure tu, ma... quante stupidaggini ti fanno dire in tutte queste supposte apparizioni! Ti mettono in bocca messaggi di angoscia e di minaccia che non hanno nulla in comune con la gioia e la speranza dell’evangelo. Non pensi che se si dessero una "calmata" non sarebbe nemmeno male? Qui, tra svolazzi di Satana, viaggi pontifici a suon di miliardi, e tue apparizioni, la nostra fede rischia di superare in umorismo e fantasia anche Staino, Altan e Forattini. E non si dica che questa e la stoltezza della croce.
Continuerò a pensare a te come donna e come credente la cui storia ha molto da insegnarci. Tu non sei la bambola di gesso che le nostre teologie maschiliste hanno fabbricato. Solo restituendo a te il tuo corpo, la tua sessualità, le tue emozioni, la tua storia di donna e di madre, profondamente inserita nella ‘cultura’ di quella terra, potremo forse riscoprire la tua fede, la chiamata che Dio ti ha rivolto e la risposta che tu hai cercato di dare all’azione di Dio.
Ci sarà forse qualche dogma da archiviare e qualche migliaio di santuari da chiudere o "riconvertire", ma l’evangelo può esigere da noi questo e altro.
Franco
Barbero
Pinerolo,
19 novembre 1979