lunedì 10 dicembre 2018

PER ELIMINARE INDIFFERENZA E IPOCRISIA


Eraldo Affinati

Nella giornata del migrante e del rifugiato e difficile non ripensare alla mancata appropriazione della legge impropriamente chiamata dello ius soli: una pagina nera che resterà nella coscienza di molti. Sappiamo bene che non si trattava di concedere la cittadinanza agli immigrati, bisognava solo regolarizzare la posizione di tanti bambini e ragazzi i quali di fatto italiani già sono; tuttavia, i ritardi, le polemiche, le speculazioni elettorali hanno trasformato il dibattito pubblico mostrando che la questione specifica era soltanto una scusa. In gioco ancora una volta, sono tornati i vecchi fantasmi: la paura del confronto, Il premuroso ritrarsi di fronte al volto dell'altro, l'insicurezza diffusa, la fragilità identitaria che spinge a erigere steccati. Forse non possiamo pretendere dalla classe politica il coraggio di sfidare il consenso, anche se dobbiamo ammettere che il vero statista e quello capace di affermare un principio in cui crede, non co
lui pronto a mettere in conto la possibilità di rinnegarlo. Abbiamo invece il dovere di chiedere a noi stessi la disponibilità a compiere il lavoro umano necessario, in Italia e in Europa, per sottrarsi al cinismo, all'indifferenza e all'ipocrisia. Saranno proprio loro, i rifugiati, i profughi, i forestieri, ad aiutarci a farlo. 

Da Qualevita 179