lunedì 10 dicembre 2018

Torna a splendere la Chiesa di Santa Chiara. È anche "cohousing"

Torna splendere e riapre al pubblico la Chiesa di Santa Chiara, capolavoro barocco di Bernardo Vittone in via delle Orfane, nel cuore del Quadrilatero. La Compagnia di San Paolo ha contribuito con oltre 700mila euro al recupero del bene e delle parti annesse, come il coro in cui è ancora aperto un cantiere, e con altri 185mila al ripristino delle parti dell'ex convento che ospitano un progetto di cohousing, affidato nel 2015 al Gruppo Abele. È questa una residenza collettiva destinata a giovani volontari che sperimentano un modo di abitare più sostenibile e accolgono altri giovani in situazione di fragilità economica e sociale, tutti coinvolti nella gestione di spazi comuni e delle visite guidate nella chiesa.
«È un'iniziativa innovativa che configura un nuovo modello di sviluppo, in cui Torino può essere capofila: ovvero, il restauro di un bene a cui si affiancano funzioni e attività di tipo sociale, coinvolgendo per la prima volta mondo laico e religioso», ha detto ieri mattina il presidente della Compagnia Francesco Profumo durante la presentazione.
La chiesa di Santa Chiara è uno dei più importanti progetti torinesi dell'architetto Vittone (1705-1770): già parte del convento delle Clarisse, è composta da un'aula pubblica a pianta centrale, sviluppata in altezza tra giochi di luce e decorazioni a stucco, e da uno spazioso coro destinato alle monache di clausura. Il complesso ha subito diverse trasformazioni: gli altari ottocenteschi sostituiscono quelli originali in marmo, andati perduti, mentre la chiesa è stata oggetto di restauri dagli anni Trenta del '900, quando fu acquisita dall'ordine delle Piccole Serve del Sacro Cuore di Gesù, che ne sono tuttora in possesso. Il convento che occupava l'intero isolato fu invece in gran parte demolito per fare posto all'Ufficio d'Igiene.
www.edificisacri.compagnia-disanpaolo.it
Marina Paglieri

(la Repubblica 3 dicembre)