PALERMO:
L’EFFERATO DELITTO DI AID ABDELLAHDI
(ALDO)…
22
dicembre 2018
di
Domenico Stimolo
… che
è stato rimosso dalle cronache nazionali
Aid
Abdellaih non
era “brutto,
sporco e cattivo”.
Bensì, affabile, colto e gentile. Un franco-algerino che
parlava quattro lingue, suonatore di organetto, era stato pittore e
mimo. Gli imperscrutabili percorsi della vita lo avevano da tempo
portato a praticare a Palermo l’esperienza della “assoluta
libertà”, in mancanza di quell’altro -
attivo sostegno e solidarietà - per i poveri che dovrebbe sempre
connotare una società civile e democratica. Negli anni
precedenti Aldo
aveva vissuto in
diverse regioni italiane. Un clochard, un
senzatetto.
Stazionava
in un’area centrale di Palermo, dormendo dentro un sacco a pelo
sotto i portici di piazzale Ungheria. Non disponendo d’altro come
abitazione, di fatto quella ormai era la sua “casa”. Benvoluto da
tutti, residenti e commercianti della zona. Forte della sua dignità
di Umano. consapevole della sua condizione non chiedeva elemosina ma
accettava con grande gentilezza ciò che veniva dalla sensibilità
degli altri, con un sorriso. Molte persone erano solite da fermarsi,
giusto per parlare con il clochard gentiluomo. Conversazioni
piacevoli. Lui sapeva molte cose, si intratteneva in modo cordiale.
Il suo accento francese gli dava un tocco bohemienne.
Il
giovane sedicenne romeno
abitava nel vicino quartiere di Ballarò, noto per i suoi vicoli, il
mercato all’aperto, il mercatino delle pulci e le condizioni di
degrado strutturale. Conosceva Aid Abdellaih, era solito frequentare
la zona di piazzale Ungheria. Poi, la notte di domenica, la
furia omicida.
Ha confessato, le telecamere della zona non lasciavano possibilità.
Non voleva uccidere, ha detto. Lo ha colpito alla testa con una
spranga di ferro mentre dormiva nel sacco a pelo. Nel portafogli ha
preso venticinque euro, portando via il telefono cellulare, mentre
Aid Abdellaih giaceva ormai morto nel suo giaciglio.
Il gatto
“ Helios”
era il compagno di strada. Tutti lo ricordano, sempre a fianco di
Aldo che lo portava al guinzaglio. Lo ha vegliato tutta la notte,
fino al rinvenimento dell’uomo ormai cadavere da parte della
commessa di un bar che ogni mattina gli portava brioche e caffè.
Dopo la tragedia il gatto è stato adottato da una persona di buon
cuore.
Il
luogo del delitto è stato riempito di fiori, messaggi e oggetti di
cordoglio da parte di tanti palermitani addolorati. Una corona di
fiori è stata depositata da una delegazione del Sunia, il
sindacato degli inquilini e degli assegnatari di casa della Cgil.
Il sindaco
Leoluca Orlando sì
è recato in piazzale Ungheria per rendere omaggio ad Aldo,
comunicando di avere posto alla Commissione Toponomastica l’avvio
della procedura per intitolargli i portici della piazza.
Lui
è morto ammazzato. Ma quanti
altri senza
tetto, vagabondi, clochard, i più poveri dei poveri, periscono di
“morte
naturale”
ogni anno nelle città italiane, abbandonati dalle istituzioni? Varie
decine, sempre di più - date le violente e crescenti contraddizioni
sociali - specie nel gelo del periodo
invernale.
Fra le decine di migliaia di persone che in Italia sono co-