mercoledì 30 gennaio 2019

Dalla Svezia uno schiaffo ai sovranisti

BERLINO, GERMANIA. Scacco ai sovranisti nel cuore della Scandinavia. La Svezia ha avuto bisogno di mesi, ma alla fine da ieri la potenza-guida del Grande Nord ha un governo. Un governo rossoverde sostenuto da larghe intese raggiunte con centristi, liberali e in modo indiretto con gli ex comunisti, per salvare l'essenziale del modello-paese sbarrando ai - sovranisti SverigeDemokratema la via verso la partecipazione al potere. Una scelta controtendenza nel Nord - in Norvegia Finlandia e Danimarca i sovranisti sono indispensabili alla governabilità - come nel resto d'Europa. Ieri mattina, il Riksdag, il Parlamento unicamerale, ha votato la fiducia al premier uscente e di nuovo designato, il leader socialdemocratico Stefan Löfven, che forse già lunedì presenterà la lista dei ministri. Su 349 legislatori hanno votato a favore 115, 77 si sono astenuti, 153 si sono espressi contro. Secondo la Costituzione il governo potrà governare perché la somma di favorevoli e astenuti è superiore alla somma dei contrari.
«Abbiamo compiuto una scelta coraggiosa, per l'Europa, per il futuro, per salvarci dall'estrema destra. La Svezia mostra ancora una volta di saper scegliere una via diversa in un momento in cui un numero crescente di Paesi europei formano governi influenzati da forze antidemocratiche», ha detto Löfven. Ci sono voluti lunghi negoziati. Con gli ex comunisti pronti a contestare ogni taglio al welfare, ma soprattutto con i centristi guidati dalla giovane Annie Lööf e con i liberali. Annie Lööf è stata la kingmaker del compromesso: Löfven si impegna nell'accordo a tagliare le tasse alle imprese della competitivissima Svezia (50 per cento del prodotto interno dovuto all'export high tech) e a deregolare mercato del lavoro e immobiliare. Comunisti e sindacati hanno annunciato contestazioni. Annie Lööf ha così spaccato l'Alleanza dei quattro partiti del centrodestra: gli altri due (NyaModeraterna e liberali) la accusano di tradimento. Il leader sovranista Jimmie Akesson, un passato di contatti con forze ultra e suprematiste bianche, sempre in volo nei sondaggi a causa dell'emergenza migranti, esulta: «Finalmente con due partiti conservatori storici e con noi nascerà una forte opposizione, il futuro è nostro».
Andrea Tarquini

(la Repubblica 19 gennaio)