È uno dei nuovi leghisti del Sud a urlare "elimina Saviano"
Di che cosa stiamo parlandoVenerdì, Afragola, provincia di Napoli. Mentre il ministro dell'Interno Matteo Salvini incontra in piazza i suoi sostenitori, ricevendo ovazioni e un baciamano, dalla folla arriva una richiesta minacciosa: "Elimina Roberto Saviano". Il ministro, come testimonia un video pubblicato da Repubblica.it, continua a sorridere e non mostra nessun segno di indignazione per la minaccia rivolta alla scrittore. E replica: "Lunga vita a lui".
Repubblica lo ha cercato fino a sera per chiedergli di spiegare il senso di quelle parole. Ma la moglie, dopo aver dato appuntamento intorno alle 21 «perché mio marito è ancora al lavoro», non ha più risposto al telefono. Ed è un peccato, perché Palazzo avrebbe potuto spiegare il senso di quelle sue parole, «elimina Saviano», alle quali il ministro Salvini si era limitato a replicare: «No, lunga vita a Saviano». Su Twitter, lo scrittore ha commentato così: «Ad Afragola 8 bombe della camorra in 20 giorni, la politica locale compromessa con i clan e l'appello accorato al ministro dell'Interno è: 'Elimina Roberto Saviano!'. Si goda il risultato della sua propaganda, ministro».
L'episodio ha suscitato l'indignazione di Fabio Fazio che, in apertura di trasmissione a Che tempo che fa su Raiuno, ha affermato: «Ad Afragola sono state pronunciate frasi terribili, alla presenza del ministro dell'Interno, su Roberto Saviano. "Eliminagli la scorta, togligli la scorta" sono frasi terribili e molto pericolose, a Roberto tutto il mio affetto e la mia solidarietà».
A Grazzanise, il coordinatore cittadino della Lega è l'attuale vice sindaco Marcello Vaio. Sulle cronache casertane, Vaio ha fatto parlare di sé per essersi presentato all'incontro organizzato per Salvini ad Afragola con tanto di fascia tricolore. Il Pd ha protestato, anche perché non è lui il sindaco. Vaio è un politico di lungo corso, ex Dc, poi passato in Forza Italia, ora segretario locale del Carroccio. È conosciutissimo a Grazzanise, dove è stato sindaco per due volte negli anni '90. In entrambi i casi, l'amministrazione è stata sciolta per presunte infiltrazioni camorristiche, ma lui non ci sta a finire nel tritacarne delle polemiche. «Ad Afragola sono andato in veste istituzionale, insieme ad altri sindaci del territorio: rappresentavo il mio paese a una manifestazione antiracket e anticamorra dove c'erano i vertici delle forze dell'ordine - ribadisce Vaio - Rispondo di me, non dei comportamenti degli altri. Su Saviano? È uno scrittore, una persona che rischia la vita, merita rispetto e tutela». Vaio spiega inoltre di aver aderito alla Lega «prima delle elezioni. Non sono salito sul carro del vincitore, ho condiviso la linea politica su molti temi: ad esempio la legittima difesa, anche perché mi hanno rubato quattro volte a casa. E sono convinto che si debbano regolamentare i flussi di immigrazione. I migranti vanno aiutati, ma devono essere in regola, con il permesso di soggiorno. Se Salvini mantiene le promesse, bene, altrimenti vedremo». E quegli scioglimenti per presunte infiltrazioni camorristiche quando era sindaco? Vaio non si scompone. «Sono una persona perbene, nei miei confronti non è mai emerso nulla di illecito, anche perché, in caso contrario, non sarei ancora qua a fare il vicesindaco. Faccio politica dagli anni '80, mi sono sempre impegnato solo per il mio territorio, non facciamo speculazioni».
Tra la folla di Afragola, il ministro Salvini aveva ricevuto anche il baciamano di un venditore ambulante di calzini, Franco Chianese, che a Fanpage ha definito il suo come «un gesto d'amore». Il vicepremier leghista, a Vasto per le Regionali in Abruzzo, ha commentato con il suo stile: «Non venite a baciarmi le mani, che dopo che l'ha fatto uno ad Afragola sono due giorni che va avanti una, storia... Che dovevo fare, mettergli due dita negli occhi a quel signore? Come sono tarati, alcuni di questi a sinistra».
DARIO DEL PORTO e CONCHITA SANNINO
(la Repubblica 21 gennaio)
Di che cosa stiamo parlandoVenerdì, Afragola, provincia di Napoli. Mentre il ministro dell'Interno Matteo Salvini incontra in piazza i suoi sostenitori, ricevendo ovazioni e un baciamano, dalla folla arriva una richiesta minacciosa: "Elimina Roberto Saviano". Il ministro, come testimonia un video pubblicato da Repubblica.it, continua a sorridere e non mostra nessun segno di indignazione per la minaccia rivolta alla scrittore. E replica: "Lunga vita a lui".
Il selfie
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini nella piazza di Afragola con Giuseppe Palazzo, l'uomo che ha urlato: "Elimina Roberto Saviano"
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini nella piazza di Afragola con Giuseppe Palazzo, l'uomo che ha urlato: "Elimina Roberto Saviano"
È un infermiere dell'hinterland casertano e un attivista della Lega l'uomo che, venerdì sera, nella piazza di Afragola, ha chiesto a Matteo Salvini di «eliminare» Saviano e di togliergli la scorta. Basta zoomare su quelle immagini per capire molte cose della rete che, in quei territori, si intreccia intorno al partito del ministro dell'Interno. Restringendo sempre più il campo, si scopre infatti che chi urlava contro l'autore di Gomorra arriva da Grazzanise. Si chiama Giuseppe Palazzo, lavora in una clinica. E stato candidato con una lista civica vicina alla destra alle elezioni comunali nel suo paese, ma non è stato eletto. Sui social, ha spiegato di essere andato ad Afragola insieme ai leghisti di un altro comune della zona, Mondragone.
L'episodio ha suscitato l'indignazione di Fabio Fazio che, in apertura di trasmissione a Che tempo che fa su Raiuno, ha affermato: «Ad Afragola sono state pronunciate frasi terribili, alla presenza del ministro dell'Interno, su Roberto Saviano. "Eliminagli la scorta, togligli la scorta" sono frasi terribili e molto pericolose, a Roberto tutto il mio affetto e la mia solidarietà».
A Grazzanise, il coordinatore cittadino della Lega è l'attuale vice sindaco Marcello Vaio. Sulle cronache casertane, Vaio ha fatto parlare di sé per essersi presentato all'incontro organizzato per Salvini ad Afragola con tanto di fascia tricolore. Il Pd ha protestato, anche perché non è lui il sindaco. Vaio è un politico di lungo corso, ex Dc, poi passato in Forza Italia, ora segretario locale del Carroccio. È conosciutissimo a Grazzanise, dove è stato sindaco per due volte negli anni '90. In entrambi i casi, l'amministrazione è stata sciolta per presunte infiltrazioni camorristiche, ma lui non ci sta a finire nel tritacarne delle polemiche. «Ad Afragola sono andato in veste istituzionale, insieme ad altri sindaci del territorio: rappresentavo il mio paese a una manifestazione antiracket e anticamorra dove c'erano i vertici delle forze dell'ordine - ribadisce Vaio - Rispondo di me, non dei comportamenti degli altri. Su Saviano? È uno scrittore, una persona che rischia la vita, merita rispetto e tutela». Vaio spiega inoltre di aver aderito alla Lega «prima delle elezioni. Non sono salito sul carro del vincitore, ho condiviso la linea politica su molti temi: ad esempio la legittima difesa, anche perché mi hanno rubato quattro volte a casa. E sono convinto che si debbano regolamentare i flussi di immigrazione. I migranti vanno aiutati, ma devono essere in regola, con il permesso di soggiorno. Se Salvini mantiene le promesse, bene, altrimenti vedremo». E quegli scioglimenti per presunte infiltrazioni camorristiche quando era sindaco? Vaio non si scompone. «Sono una persona perbene, nei miei confronti non è mai emerso nulla di illecito, anche perché, in caso contrario, non sarei ancora qua a fare il vicesindaco. Faccio politica dagli anni '80, mi sono sempre impegnato solo per il mio territorio, non facciamo speculazioni».
Tra la folla di Afragola, il ministro Salvini aveva ricevuto anche il baciamano di un venditore ambulante di calzini, Franco Chianese, che a Fanpage ha definito il suo come «un gesto d'amore». Il vicepremier leghista, a Vasto per le Regionali in Abruzzo, ha commentato con il suo stile: «Non venite a baciarmi le mani, che dopo che l'ha fatto uno ad Afragola sono due giorni che va avanti una, storia... Che dovevo fare, mettergli due dita negli occhi a quel signore? Come sono tarati, alcuni di questi a sinistra».
DARIO DEL PORTO e CONCHITA SANNINO
(la Repubblica 21 gennaio)
