martedì 29 gennaio 2019

Lannutti evoca i Savi di Sion, ma stavolta deve scusarsi


Roma. La deriva antisemita è solo l'ultimo incidente internazionale della maggioranza gialloverde. Nelle ore in cui il Movimento scatena la guerra diplomatica contro la Francia, la comunità ebraica italiana – attraverso il sito "Moked" protesta contro la farneticante rilettura storica operata da un senatore del Movimento cinque stelle, Elio Lannutti. «Il Gruppo dei Savi di Sion e Mayer Amschel Rothschild, l'abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale – scrive su Twitter l'esponente dei cinquestelle, postando anche il link di un sito complottista e dal sapore antisemita – portò alla creazione di un manifesto: "I Protocolli dei Savi di Sion"». Avvalora un falso storico, insomma. Ore dopo, il parlamentare cancella l'intervento dal social network, ma non può eliminare l'ondata di sdegno causata dalla fantasiosa ricostruzione. «Scusate ma dove stiamo andando a finire? – domanda infuriato il dem Emanuele Fiano – Dovrò espatriare io, in quanto ebreo? Un senatore dei 5 Stelle cita l'emblema dei falsi alla base dell'antisemitismo moderno come fonte per spiegare il controllo bancario. Siamo veramente a un punto grave. Orribile».
Per la cronaca, i protocolli dei Savi di Sion sono nient'altro che un falso documento creato nei prima anni del Novecento dalla polizia segreta dello Zar con l'obiettivo di aizzare l'odio contro gli ebrei, attribuendo loro un complotto per sottomettere il mondo con la massoneria. Una contraffazione spesso brandita contro gli ebrei dall'estrema destra in Europa e negli Stati Uniti. «Non solo complottisti – si arrabbia la senatrice del Partito democratico Simona Malpezzi – anche razzisti ed antisemiti. L'Italia è in mano ad una banda di personaggi squallidi e senza vergogna». E Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd, chiama in causa anche Luigi Di Maio, gli chiede di battere un colpo e dissociarsi dall'intervento: «Prenda le distanze – scrive – da queste farneticazioni antisemite». Appello raccolto dal capo politico dei 5S: «Tutto il Movimento si dissocia dalle parole di Lannutti».
Così a sera, proprio in virtù della bacchettata di Di Maio, il senatore si scusa perché «il link ha urtato la sensibilità». «Condividere un link – aggiunge – non significa condividere i contenuti, da cui comunque prendo le distanze». Naturalmente nessuna spiegazione sui motivi che lo hanno spinto a pubblicare un link da cui prende le distanze. Ma questo in fondo, nella folle giornata del senatore Elio Lannutti, è il meno.
Tommaso Ciriaco

(la Repubblica 22 gennaio)