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Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
In evidenza:
APPUNTAMENTI DI COMUNITA'
- 3/2: eucarestia comunitaria e pranzo
- 4-5, 11-12, 18-19, 25-26/2: gr. biblici
- 17/2: eucarestia e assemblea comun.
- 24/2: eucarestia
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
- 24/2: primo incontro ad Albugnano
- 9-10/2: colleg. naz. CdB a Torino
RECENSIONI
- Borghi e Petralio, Credere fa vivere
- R. Alves, La bellezza del crepuscolo
- AA. VV., Il Padre nostro
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
- Lo straniero nella Bibbia ebraica
- Non posso darti soluzioni
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questa comunità
APPUNTAMENTI DI COMUNITA' (via Città di Gap 13 -II piano)
DOMENICA 3 FEBBRAIO dalle ore 10 alle ore 14 – Eucarestia e festa della comunità (prepara Fiorentina per il gruppo del martedì). Dalle ore 12 pranzo autogestito.
LUNEDI' 4 FEBBRAIO dalle ore 15:30 alle ore 17 e MARTEDI' 5 FEBBRAIO dalle ore 20:45 alle ore 22:15 – Gruppi biblici: affrontiamo il tema della morte.
SABATO 9 FEBBRAIO e DOMENICA 10 FEBBRAIO – a Torino, collegamento nazionale delle comunità cristiane di base
LUNEDI' 11 FEBBRAIO dalle ore 15:30 alle ore 17 e MARTEDI' 12 FEBBRAIO dalle ore 20:45 alle ore 22:15 – Gruppi biblici: libro di Amos (prepara Fiorentina).
DOMENICA 17 FEBBRAIO ore 10 – Eucarestia (preparano Stefania ed Esperanza). A seguire assemblea comunitaria
LUNEDI' 18 FEBBRAIO dalle ore 15:30 alle ore 17 e MARTEDI' 19 FEBBRAIO dalle ore 20:45 alle ore 22:15 – Gruppi biblici: libro di Michea (prepara Pierpaolo).
DOMENICA 24 FEBBRAIO dalle ore 10 – Eucarestia (prepara Franca Gonella) per chi non può andare ad Albugnano (vedi articolo più avanti).
LUNEDI' 25 FEBBRAIO dalle ore 15:30 alle ore 17 e MARTEDI' 26 FEBBRAIO dalle ore 20:45 alle ore 22:15 - Gruppi biblici: libro di Sofonia (prepara Carlo).
ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero
VENERDI' 1 e 15 FEBBRAIO dalle ore 17:45 alle ore 19:15 a Torino – Corso biblico (presso la sede di via Principe Tommaso 4): proseguiamo la lettura delle parabole. Gli incontri sono aperti a tutte/i. Per info. tel. a Maria Zuanon (349-7206529).
DOMENICA 10 FEBBRAIO dalle ore 10 alle ore 15:30 a Torino – Incontro della Comunità nascente, in via Principe Tommaso 4. Alle ore 10 accoglienza. Alle ore 10:30 inizio eucarestia. A seguire pranzo comunitario condiviso (ognuno/a porta qualcosa). Nel primo pomeriggio discussione su un tema da definire e programmazione. L'incontro terminerà verso le ore 15:30. Franco parteciperà solo al pranzo e al pomeriggio perché dalle ore 9 alle ore 12 è impegnato nellla seconda giornata del collegamento nazionale delle comunità cristiane di base.
MERCOLEDI' 20 FEBBRAIO alle ore 20:45 a Pinerolo - Gruppo giovani, nella sede della CdB di via Città di Gap, 13. Prosegue la lettura delle parabole. Per informazioni: Per informazioni: Francesco, 333-2572941.
VENERDI' 22 FEBBRAIO ore 17:30 a Savigliano: presentazione dell'ultimo libro di Franco Barbero "Confessione di fede di un eretico" (ed. Mille).
NB: Gruppi di Rivalta e cdb di Saluzzo: le date di febbraio sono ancora da fissare.
Gruppo dell'amicizia islamo-cristiana di Pinerolo
Il 14 gennaio è iniziato il corso di lingua e cultura araba per adulti. Hanno partecipato alla prima lezione una trentina di persone, un numero di adesioni oltre ogni rosea previsione. La quota annuale, comprensiva di assicurazione, è di 50 euro; gli incontri si svolgono presso l'I.S.S. "Buniva" in via dei Rochis a Pinerolo, con cadenza settimanale (tutti i lunedì non festivi, dalle ore 18 alle ore 19.30), fino a lunedì 27/5/2019.
Intanto procede bene il corso per bimbi/e del giovedì (ore 17/18:30).
per info tel. a Francesco (3200842573) o Youness (3343808285)
La Fraternità Emmaus di Albugnano, in collaborazione con le comunità cristiane di base di Torino e Piemonte propongono l'usuale ciclo di incontri che si svolgono alla cascina Penseglio (Loc. S. Emiliano, 45 - Albugnano) dalle ore 10 alle ore 17 (il pranzo si svolgerà presso la cascina ed è necessario prenotarsi telefonando allo 011-9920841). Ricordiamo che alle ore 15,30 si celebra l'Eucarestia.
Il tema generale del ciclo di incontri 2019 è "Restiamo umani/e: contrastare le povertà con idee, progetti e pratiche di giustizia e condivisione".
Domenica 24 febbraio: "La cruna dell'ago". Introduce Enzo Ferrara (del Centro Studi "Sereno Regis"). Da un potere pervasivo e creatore di disuguaglianze ad immaginari ed azioni capaci di ricucire legami e relazioni.
Domenica 31 marzo: "Dalla crisi all'opportunità. Restare umani/e come via di trasformazione". Introduce Don Paolo Scquizzato. Come attraversare l'impoverimento personale, la mancanza di riferimenti valoriali, la povertà di relazioni, la crisi della dimensione collettiva?
Domenica 9 giugno: "Festa ebraico/cristiana e liberazione umana". Introducono Lidia Maggi e Angelo Reginato. La riscoperta del legame profondo tra il celebrare la festa e lottare per la liberazione.
Per altre informazioni: 011-8981510, 011-733724, 011-9573272, 011-9946979
Sabato 9 e domenica 10 febbraio si terrà in via eccezionale a Torino (di solito si fa in centro Italia) il collegamento nazionale. Sarà l'occasione per alcuni/e della nostra comunità di poter partecipare per la prima volta.
La sede dell'incontro è comodissima: l'Hotel Residence Torino Centro in C.so Inghilterra 33 è situato a 150 m dalla stazione di Porta Susa, facilmente raggiungibile con il treno da Pinerolo.
L'incontro inizierà alle 15:30 di sabato 9 febbraio. I lavori si svolgeranno il 9 febbraio dalle 15:30 alle 18:30 e domenica 10 febbraio dalle 9 alle 12.
Riportiamo qui sotto l'ordine del giorno:
1) Valutazione e bilancio del 10° incontro europeo CdB.
2) Bilancio consuntivo 2018, contribuzioni, bilancio preventivo 2019.
3) Presentazione del 23° Incontro nazionale "Donne CdB e non solo".
4) Proposte e temi per il 39° Incontro nazionale CdB (1-3 novembre 2019?)
5) Gestione pagina Facebook e sito internet delle CdB.
6) Adesioni ad incontri ed iniziative che si svolgeranno nel 2019 segnalati dai presenti.
7) Varie ed eventuali.
RECENSIONI (a cura di Franco Barbero)
Si tratta di un commentario del Vangelo secondo Matteo scritto con il preciso intento di parlare del messaggio di Gesù rispetto alla vita quotidiana.
Il Gesù storico viene "raccontato" come il testimone di un Dio che, come dice la globalità delle Scritture giudaiche, ha il suo cardine nelle due modalità dell'amore per Dio e per il prossimo (p. 108).
"La fede nel Dio manifestato da Gesù non è niente di più di questo: una relazione con Dio che punta alla felicità dell'essere umano. Niente più di questo, ma neppure niente di meno. Riconoscerlo quotidianamente vuol dire cercare davvero di diventare umani" (p. 85).
Ricco di spunti, il libro è anche prezioso per il corredo di note a piè pagina.
Terminata la lettura, ritorna alla mente il titolo: Credere fa vivere. Quanto è vero che la fede è amica della vita, ci pone dentro la vita, ci dà la voglia di lottare perché la gioia di vivere si diffonda sempre di più nel mondo. Sì, da uomo molto vecchio, posso garantirvi che davvero credere fa vivere.
ABSI edizioni, 2014, pp.168, € 12
(richiedete il pro-manoscripto a: Associazione biblica, Via Cortivallo 11, CH6900- Lugano)
Se volete leggere un teologo, cantore e poeta della vita e della fede, potete andare a colpo sicuro. Comperate e leggete queste pagine inedite del grande teologo brasiliano che mi comunicò fin dai suoi primi scritti di oltre 40 anni fa, una testimonianza in cui vita, fede, canto e lotta si intrecciavano a vicenda.
Ora Alves è morto da pochi anni. Nell'ultimo tratto della sua vita, la vecchiaia fece fiorire in lui "il canto della vita" con tonalità vibranti.
La vecchiaia per Alves è ancora un pozzo, una sorgente di vita. E' la "società" della produzione che getta sulla vecchiaia il mantello dell'angoscia, dell'amaro destino.
Essa non è solo angosciante attesa della morte.
Esiste una bellezza del crepuscolo, una morte che illumina la vita, pensieri che nella solitudine diventano maestri silenziosi...
Vi propongo, in questa recensione, alcuni passi del piccolo libro che possono essere preziosi anche prima che arrivi il tempo del crepuscolo.
La bellezza del crepuscolo
"Il calendario mi informa che un altro anno della mia vita se ne è andato. Vedo il cumulo di sabbia nella parte inferiore della clessidra. La parte superiore, gli dei, per la loro bontà, me la nascondono. Chiedo di vivere per molti anni, perché la vita è molto bella. Ma per quei questo è necessario che la mia fame sia ogni volta maggiore. Non voglio soddisfazione o tranquillità. Quello che voglio è la fame." (p. 8)
La morte illumina la vita
"La prossimità della morte illumina la vita. Coloro che contemplano la morte negli occhi vedono meglio, perché essa ha il potere di spegnere dallo scenario tutto quello che non è essenziale. Gli occhi dei vivi toccati dalla morte sono puri. Essi vedono quello che l'amore ha fatto diventare eterno." (p. 9)
Maestri silenziosi
"A mezzogiorno si fa lavoro e politica. Al crepuscolo si fa poesia. Quando il sole sta nel mezzo queste idee non ci disturbano. Tutto sembra andare bene. C'è molto tempo ancora. Le abitudini del lavoro nascondono la nostra verità. Ma esse non possono impedire né che la sera arrivi con i suoi colori dell'addio, né che l'autunno arrivi, annunciando l'approssimarsi dell'inverno. Ed essi ci inducono ad avere pensieri diversi, pensieri di solitudine. Sono maestri silenziosi. Se diamo loro attenzione e ascoltiamo quello che hanno da dire, diventeremo saggi." (p. 126).
In libreria per Qiqajon edizioni, pp. 128, € 10.
Il periodico dell'Associazione Biblica della Svizzera Italiana nel numero 23 del dicembre 2018 dedica le sue pagine al tema del Padre nostro.
Si tratta di un gioiello teologico, un capolavoro di fede e di esegesi che si propone un obiettivo preciso: "Per leggere e tradurre il 'Padre nostro' nella vita e nella cultura di oggi".
Le pagine di Elena Lia Bortolini De Angeli, di Giuseppe La Torre e Renzo Petraglio sono introdotte da Ernesto Borghi che si domanda se il tentativo degli Autori sia riuscito nel loro intento.
Riscoprire il "Padre nostro" nel contesto della tradizione ebraica, con i problemi di traduzione e di comprensione e la rassegna dei tentativi di "esprimere il testo" nelle sue infinite risonanze e sfaccettature rappresenta una impresa straordinaria e soprattutto un grande servizio al popolo di Dio. E' in corso un cammino per far sbocciare un fiore: riusciremo un giorno ebrei e cristiani a fare del Padre nostro una versione concordata come comune confessione di fede? Invito lettori e lettrici di queste righe a far tesoro, con uno studio attento e una lenta meditazione, di queste pagine preziose e nutrienti.
Fate questo regalo alla vostra comunità e a voi stessi/e.
Per acquistare il testo rivolgersi a ABSI: email info@absi.ch
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
"Il profeta Ezechiele parlando della spartizione della terra d'Israele in epoca futura afferma: «Voi spartirete questo territorio secondo le tribù di Israele. Lo dividerete in eredità fra voi e gli stranieri che abitano tra voi, i quali hanno generato figli in mezzo a voi; questi sono per voi come gli autoctoni tra i figli di Israele. Nella tribù in cui lo straniero si è stabilito, là gli darete la sua parte. Parola del Signore» (Ez 47,21- 23). Queste parole antiche dovrebbero indicare a tutti, a iniziare dal popolo di Israele ritornato alla propria terra, la via di una condivisione dei beni a noi dati ma non nostri («la terra è del Signore»), che sappia attuare un'integrazione e un'uguaglianza capace di non cancellare il pungolo della diversità. È ben vero però che nella prassi tutti, e lo stesso popolo di Israele tornato alla sua terra, attestano di essere ben al di sotto di una tale prospettiva, la quale, per essere realizzata, sembra esigere l'attuazione di altre, più celebri parole di Ezechiele, quelle che si riferiscono a cuori di carne chiamati a sostituire i nostri attuali cuori di sasso (Ez 11,19; 36,26)".
(da Piero Stefani, "La Parola e il commento", Giuntina, p. 109)
Sovente "disimparare" quel cristianesimo che abbiamo succhiato come latte materno, in quel catechismo come elenco di verità inossidabili e intramontabili, esige una fatica incredibile, un percorso lungo e impegnativo.
Coniugare rispetto delle persone e coraggio di innovazione costituisce una operazione tanto delicata quanto necessaria e urgente.
Di quanto pesante fardello bisogna liberarsi per scoprire la bellezza del messaggio cristiano.
Franco Barbero
I due amanti
Le metafore erotiche raccontano Dio soprattutto, ma non esclusivamente, nel ruolo maschile; mentre Israele viene paragonata ad una donna, perlopiù una sposa infedele. Il legame tra Dio e il suo popolo è descritto come rapporto di coppia. Non è una relazione serena quella che lega i due amanti. Parla il linguaggio della passione sofferta.
La metafora coniugale appare come il linguaggio più adeguato per raccontare quel rapporto particolare tra Dio ed Israele che si svolge tra infinite peripezie, se soggetto al dramma, a rischio di rottura ed incomprensione. Il linguaggio del patto fatica ad esprimere le vicissitudini, le trasformazioni, in quanto mosso da una preoccupazione giuridica. Non riesce fino in fondo a toccare la sfera emotiva. Pone il problema della giustizia e dimentica quello altrettanto decisivo della felicità.
Ora, il segno essenziale del dramma amoroso, proprio perché mosso dal desiderio della felicità è costituito dall'incompiutezza.
Quale visione della storia vogliono veicolare le immagini sponsali presenti nella Scrittura?
Perché Israele viene paragonato di volta in volta alla sposa amata o alla lussureggiante prostituta?
Una lettura superficiale potrebbe far sorgere il sospetto, che nella sensibilità profetica sia all'opera un'ossessione nei confronti del mondo delle.
In realtà, dietro tale insistenza, c'è l'intuizione, squisitamente ebraica, che la storia non è una successione casuale di eventi e neppure un burattino mosso da un Dio capriccioso. Un Dio che bisogna propiziarsi con sacrifici e che domanda una fede segnata dalla paura del tremendo.
La storia è, piuttosto, il luogo della relazione tra Dio e Israele. Rapporto che raramente assume la forma dell'idillio. Relazione segnata da mille incomprensioni e da reciproche inadeguatezze. E che conserva, tuttavia, l'eterna nostalgia dei primi tempi, del corteggiamento gioioso, del banchetto di nozze, di un tempo fecondo, gravido di futuro. Come ogni storia d'amore, le cadute, i tradimenti, non possono cancellare la memoria degli inizi; e questi ultimi non possono non spingere ad andare oltre, facendo cogliere le trasformazioni avvenute. Dio ha perso la testa per Israele, ha suggellato con lei un patto sponsale: la convivenza, però, risulta burrascosa: litigi, lacrime, rivendicazioni, passionali riconciliazioni... Le crisi e le infedeltà minano la stabilità del rapporto. La storia prende il volto del tradimento e della rottura, producendo rancore, dolore, aborto, sterilità e vedovanza.
E tuttavia, pur nella rabbia e nella delusione, è una storia aperta: la vicenda di un amore che non può finire. Dio può punire, sbattere la porta e andarsene: ma non riesce a vivere senza la sua amata, non può dimenticarla. Una struggente nostalgia lo spinge di continuo a riprendere la relazione, anche quando questa sembra definitivamente interrotta.
"Per amore di Gerusalemme non mi darò pace... Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata... tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra Sposata, perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo" (Isaia 62, 1.4-5).
I profeti si trovano nel mezzo di questa burrascosa storia d'amore. sono i "consulenti matrimoniali" di questa strana coppia. E per capire fino in fondo le problematiche di coppia, sono chiamati a vivere sulla propria pelle le vicissitudini coniugali.
Lidia Maggi, Elogio dell'amore imperfetto, Cittadella, pag.64-67 passim
25 gennaio 1959, primo annuncio del Concilio, un grande evento nella storia della Chiesa e di tutti i credenti nell'Evangelo
A sessanta anni di distanza ci accorgiamo pienamente di quanto quel 25 gennaio del 1959 abbia costituito un evento di straordinaria importanza nella storia della Chiesa. Giovanni XXIII decise in quel giorno "tremando un poco di commozione ma insieme con umile risolutezza di proposito" di indire quello che sarebbe stato il Concilio ecumenico Vaticano II (per ben differenziarlo dal Vaticano I , il Concilio che sancì la chiusura della Chiesa su sé stessa e il potere assoluto del papa). L'importanza dell'annuncio fu percepita solo in alcune aree del mondo cattolico, soprattutto all'estero, fu accolto con diffidenza dalla curia romana ed anche platealmente ignorato in molti ambienti ecclesiastici. Si diceva che, dopo la definizione, nel 1870, del dogma dell'infallibilità pontificia, i Concili non fossero più necessari; si pensava che, nel migliore dei casi, si trattava di fare un incontro di ratifica di quanto già si diceva e si faceva a Roma. Non fu così. Grazie a Dio il Concilio fu un grande evento perché mise in moto un movimento che contraddiceva le "sicurezze dell'arroccamento ed apriva al fascino della ricerca" (Alberigo). Le rigidità del pontificato di Pio XII , bloccato nel suo autoritario circuito europeo ed occidentale, non avevano potuto impedire che i teologi ricercassero e proponessero strade nuove e che movimenti importanti - quello biblico, quello ecumenico, quello liturgico - acquisissero consensi in modo diffuso, mentre le istanze del modernismo percorrevano in modo sotterraneo il grande corpo ecclesiale. Papa Giovanni seppe farsi portavoce, illuminato dallo Spirito, dell'urgenza del cambiamento andando controcorrente rispetto allo statu quo ecclesiastico per scrutare i segni dei tempi. Il cambiamento interessava anche il rapporto con il "mondo". Questo percorso, solo intuito ma già ben presente dall'inizio, si concretizzò poi con le Costituzioni conciliari "Lumen Gentium" e "Gaudium et Spes" e con le encicliche "Pacem in terris" di papa Roncalli e "Populorum Progressio" di papa Montini.
Per perseguire questo suo proposito papa Giovanni si affidò, con fiducia nella Provvidenza, al metodo dell'apertura alla discussione all'interno della Chiesa non ignorando però che la strada sarebbe stata faticosa e difficile. In questo modo da una parte si crearono le condizioni per quella che sarebbe stata la vera e propria discontinuità del Vaticano II con la storia della Chiesa, dall'altra si riacquisì un metodo, quello sinodale e conciliare, che si era ormai perso dopo il Concilio di Trento.
L'altra grande novità fu costituita dall'apertura e dal coinvolgimento delle altre confessioni cristiane. La situazione, infatti, fino ad allora era del tutto bloccata. Si passò così dalla ostilità al dialogo e dalle scomuniche al riconoscimento che la fede di tutti i discepoli e di tutte le discepole di Gesù è unica nella sua radice evangelica anche se può essere diversa per certi aspetti.
Dopo troppi anni, con i successivi pontificati, di sostanziale dimenticanza del Concilio e dello "spirito" che esso proponeva per la riforma della Chiesa (aldilà dei testi approvati pure fondamentali) ci siamo trovati di fronte alla necessità, con papa Francesco, di una ripartenza. Essa non è facile, è ostacolata tutti i giorni. Ma il nuovo corso non si fermerà, la dottrina non scavalcherà la pastorale, l'eurocentrismo non sarà più protagonista e si farà strada, anche se lentamente, la convinzione che la Chiesa deve essere di tutte e di tutti ma particolarmente dei poveri, dei profughi, di tutti i sofferenti e dei milioni di samaritani sparsi nel mondo.
Noi Siamo Chiesa (Roma, 25/1/2019)
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questo periodo ha portato in comunità una grande gioia: parecchie persone nuove cercano un luogo di confronto, dialogo e accoglienza. Vogliamo ringraziare Dio perché la comunità non vive di monotonia ma sente questo tempo come una sollecitazione al rinnovamento, all'apertura, al dono e all'impegno.
- Più che mai sentiamo che la lettura delle Scritture è uno stimolo fecondo alla nostra conversione, all'apertura ai problemi, alle relazioni con le persone.
- Siamo anche molto contenti della rete che si sta formando nel nostro territorio con le altre esperienze cristiane di base di Piossasco, Rivalta e Torino, in cui si respira un clima di profonda fiducia nella fecondità del messaggio delle Scritture.
- Purtroppo non sempre riusciamo ad essere veramente vicini alle persone che attraversano momenti di fragilità, di malattia, di solitudine. Abbiamo ancora tanta strada da fare per liberare tempo ed energie per questi nostri fratelli e sorelle.
- La comunità in questo periodo dedica parecchie energie all'elaborazione di una proposta per il prossimo convegno nazionale delle comunità cristiane di base. Siamo convinti/e del fatto che il cristianesimo viva una stagione di conversione e rinascita, mille miglia lontano dal tramonto. La crisi che stiamo vivendo, secondo noi, è la levatrice di un futuro di rinnovamento, anche a livello ecumenico ed interreligioso.
- Nell'umile lavoro quotidiano, nei luoghi più diversi in cui la vita ci ha disseminati, vorremmo imparare a scoprire la presenza amorosa del mistero di Dio che avvolge tutto il creato, nel quale viviamo e di cui siamo parte e partner.
- Partecipiamo attivamente a tutto quel movimento che sta risvegliandosi per difendere i migranti e le vittime dell'abbandono sociale.
Diversi lettori ricevono ormai via e-mail questo notiziario. Abbiamo così ridotto il numero di copie cartacee stampate. I precedenti numeri sono esauriti. Chi desidera riceverlo via mail ci risparmia una spesa consistente. Contattare Francesco (giupaz@tin.it; 320-0842573).
- Franca Avaro: 339-8426075
- don Franco Barbero: 0121-72857; e-mail: donfrancobarbero24@gmail.com
- Fiorentina Charrier: 339-4018699; e-mail: francoefiore3@gmail.com
- Ada Dovio: 340-4738130
- Francesco Giusti: 320-0842573; e-mail: giupaz@tin.it
- Franca Gonella: 338-5622991
- Ines Rosso: 339-8310247
In attesa del sito della comunità, in fase di preparazione, le notizie riguardanti la comunità possono essere trovate nel blog http://donfrancobarbero.blogspot.it/
