mercoledì 30 gennaio 2019

PRINCIPI POVERI

Chiara Mezzalama, Règis Lejonc
Oltre il giardino
Orecchio acerbo, 32 pagine, 15 euro

Storia autobiografica sottoforma di fiabe antica in continua collisione con la realtà moderna (ma fagocitata dal peggiore arcaismo, quella del fondamentalismo religioso), è un racconto di formazione sulla conoscenza dell'altro malgrado il muro. Figlia di un ambasciatore che ha girato il mondo, Mezzalama si trova insieme al fratellino a vivere la sua infanzia nella prigione dorata dei giardini delle dell'ambasciata italiana in Iran. Qui dopo il colpo di Stato di Khomeini giungono i terribili rumori della guerra tra Iran e Iraq. Gli autori giocano con maestria sulla sequenzialità e la contemplazione globale delle tavole, rafforzando la costruzione di immagini,, oltre che su ingestibile e ispirate, connotate dal simbolismo. Come in Persepolis di Marjane Satrapi ma alla rovescia, impostano il racconto sulla dialettica tra "dentro" e "fuori", due parole che dividono la narrazione come in capitoli. Un micro giardino dell'eden dove regolarmente penetra Massoud,bambino dagli abiti stracciati. La nascita di questa intensa amicizia fatta di sguardi tra Chiara e Massoud agli occhi della bambina un principino d'Oriente, è certo la metafora più ampia di tutti I muri che si ergono durante la vita. Ma ci rimanda sia ai muri che si vogliono costruire per non vedere più la disperazione dell'altro, sia ai bambini dei paesi poveri. Ai figli degli immigrati o dei rifugiati che ignoriamo.

Francesco Boille
Internazionale 18 gennaio