Le associazioni promuovono un ricorso al Tar della Sardegna
Domusnovas(Ca) - Adista
La
RWM di Domusnovas (CA) la fabbrica di armi che produce le bombe che poi
vengono vendute alla Arabia Saudita per bombardare lo Yemen triplica
(notizie numero 40 e 43 / 15; 6,7, 9,31 e 36 / 16; 19,30 e 34/17; 19,29 e
41/18). E le associazioni per la pace protestano e annunciano ricorso
al Tar della Sardegna. Lo scorso 13 novembre 2018, infatti, lo sportello
unico delle attività produttive e per l'edilizia(Suape) di Iglesias ha
autorizzato la realizzazione di due nuovi reparti produttivi dello
stabilimento RWM Italia Spa.
Tali
reparti consentiranno alla di passare dalle circa 5000 bombe d'aereo
all'anno, prodotte attualmente, ad oltre 15.000 ordigni, dotati di
cariche esplosive da 100 a 500 kg circa, ad alto potenziale. Un
procedimento, denunciano le associazioni, che si è svolto all'interno
degli uffici con un semplice passaggio di documenti per via telematica,
senza nessun coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni
democratiche. Le associazioni per la pace e per la salvaguardia
dell'ambiente non hanno avuto accesso agli atti, non sono state
ascoltate e sono state escluse dal procedimento amministrativo,
nonostante quanto previsto dalla legge nazionale 241 /90 e dalla
normativa regionale. Inoltre , proseguono i pacifisti e ambientalisti
"non è stata fatta nessuna valutazione di impatto ambientale e non si è
considerato l'effetto congiunto sull'ambiente di una serie di modifiche
recentemente apportate all'impianto, le quali hanno già prodotto un
aumento delle emissioni inquinanti . "Non è stato
aggiornato-denunciano-il piano di emergenza esterna, risalente al 2012.
Non è stato considerato il danno ambientale sulla zona boschiva in cui
si trova lo stabilimento e sull'adiacente sito di interesse comunitario
per la presenza di eccezionali endemismi animali e vegetali". Circa il
45% delle bombe attualmente prodotte dalla RWM vengono vendute all'
Arabia Saudita, che le utilizza per bombardare lo Yemen, dove sono già
morti, a causa della guerra oltre 20.000 civili tra i quali migliaia di
bambini. E la fabbrica armiera hai già ordinativi per produrre e vendere
bombe all'Arabia ancora per parecchio tempo. Ma, denunciano le
associazioni tutto questo è contro la legge italiana (la 185/90) che
vieta la vendita di armi ai paesi in guerra o che violano I diritti
umani o le convenzioni internazionali. Ed è proprio per questo che
numerose associazioni, da anni impegnate contro le bombe made in
Sardegna, rilevando numerose ipotesi di illegittimità, hanno deciso di
ricorrere al Tar Sardegna contro la decisione del Comune di Iglesias,
con la speranza che i giudici arrivino dove la politica non vuole
arrivare (è stato attivato un crowdfunding per finanziare il ricorso,
chi volesse contribuire può fare un versamento di qualsiasi importo sul
conto di link-legami di fraternità, IBAN: ITI34A03359016 0010000 01 49
710, Banca prossima, con causale "ricorso al Tar"). Ancora sulla, dopo i
vescovi sardi intervenuti in occasione della giornata mondiale della
pace(v. Adista Notizie n. 1/19) e il 9 gennaio, davanti alla sede Rai di
Viale Mazzini, si è svolta una manifestazione dei pacifisti sardi,
giornalisti Rai e rappresentanti della federazione nazionale della
stampa italiana per chiedere ai vertici della televisione di Stato di
non trasmettere la diretta da Jedda della partita di supercoppa
Juventus-Milan, programmata per il 16 gennaio. Una protesta di forte
valore simbolico come hanno spiegato gli stessi organizzatori: "la
copertura televisiva della nostra tv di Stato rappresenta un modo fin
troppo esplicito per sostenere la scelta di questo e dei precedenti
governi di essere complici del massacro della popolazione civile
Yemenita in quanto produttori e venditori di armi alla coalizione
militare a guida Saudita". Ma se la Rai dovesse astenersi dal
trasmettere la partita-hanno aggiunto-darebbe un bel segnale di come i
diritti umani valgono più dei diritti televisivi e di come la dignità
delle persone, a cominciare da quella delle donne ma anche quella dei
lavoratori sardi della RWM, può essere riscattata con una coraggiosa
scelta aziendale".
Luca Kocci
Adista 19 gennaio 2019