giovedì 10 gennaio 2019

SANITA' PUBBLICA


Nel 2025 mancheranno 16.500 medici

Anche grazie alla cosiddetta ”quota 100“, tra il 2018 e il 2025 andranno in pensione la metà dei 105.310 medici di un attempato sistema sanitario nazionale. A quella data, però, il deficit di specialisti potrebbe raggiungere quota 16.500 (il 15,7% del totale). E’ la denuncia che uno studio di Anaao-Assomed ha rivolto ieri al governo. 
I dati dell'organizzazione sindacale  maggiormente rappresentativa nel comparto dicono che la situazione della sanità pubblica nei prossimi anni potrebbe assumere i ”contorni di una vera emergenza nazionale, cui vanno posti correttivi rapidi e adeguati per evitare il collasso del sistema stesso“. Le misure pensionistiche volute dal governo, se non bilanciate da nuovi investimenti e assunzioni, rischiano di aggravare una carenza di figure professionali che ha cause di lungo corso. L’imposizione del vincolo nazionale alla spesa per il personale sanitario e il blocco del turnover introdotti dalla legge finanziaria 2007. 
L’insufficienza di contratti di formazione post laurea, che non coprono la richiesta di specialisti e di percorsi formativi rispetto al numero di laureati. La fuga  dei medici  verso il settore privato, fenomeno in parte ”fisiologico“ che gli scarsi investimenti nel pubblico hanno contribuito a rendere ”preoccupante“: in alcune regioni rappresenta ormai il 10% delle dimissioni. Secondo lo studio, gli ammanchi si registreranno in medicina d'urgenza (-4180), pediatria (-3323) e medicina interna (-828). ”E’ necessario, pertanto, sbloccare il turnover, incrementare il finanziamento per le assunzioni e aumentare i contratti di formazione post laurea“, conclude il sindacato. Intanto, il 25 gennaio i medici sciopereranno per la seconda volta in due mesi per chiedere un rinnovo contrattuale atteso da 10 anni.
Giansandro Merli                             Il Manifesto 8/1/ 2019