Erdogan promuove la cannabis "È una risorsa per l'economia"
Istambul. Non sarà esattamente halal, ossia coerente alle leggi dell'Islam, ma se può aiutare le casse dello Stato e fare uno sgambetto a Donald Trump ben venga anche la marijuana. In una Turchia, dove i divieti su stili di vita poco devoti sono diventati sempre più pressanti, l'ultima iniziativa del governo è aumentare la produzione di cannabis. A renderlo noto è stato niente meno che il presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan. Qualche giorno fa, il capo di Stato ha incontrato i rappresentanti delle associazioni di agricoltori in varie province del Paese, iniziando a promuovere la coltivazione della marijuana, purché a fini industriali. «Mi ricordo che mia madre era solita creare sacchi per la spesa intrecciando ramoscelli. Noi non lo sapevamo, ma erano fatti di cannabis, alla fine è una risorsa che ci dà la terra». Il presidente ha fatto capire che questo rinnovato interesse per la marijuana ha anche mia motivazione geopolitica. «In Turchia abbiamo sempre coltivato cannabis - ha tuonato-, abbiamo smesso a causa di alcuni nemici che recitavano la parte dell'amico». Il riferimento, nemmeno tanto velato, è agli Stati Uniti, dagli anni Novanta, hanno iniziato a disincentivare la coltivazione di cannabis, anche a fini industriali, dentro e fuori i confini nazionali. L'iniziativa è stata seguita da un coro di consensi e persino gli ambienti più islamici si sono arrampicati sugli specchi pur di giustificare una produzione che è tutto fuorché da musulmani devoti. Il quotidiano Sabah, la testata più filo governativa per eccellenza, ha ricordato come la tradizione di coltivare cannabis affondi le sue radici niente meno che nel periodo dell'Impero Ottomano, dove, però, non è ben chiaro che uso ne facessero, ma difficilmente la utilizzavano per intrecciare borse.
Adesso Erdogan è deciso a riportarla agli antichi splendori. La produzione di cannabis è già stata autorizzata in 19 province su 81. Gli agricoltori sono in fermento, perché pensano a quanto questo business potrà rendere. E, a chi domanda loro se non lo trovino poco devoto, rispondono che dipende dall'utilizzo che se ne fa. Qualcuno, tira in ballo anche la difesa dell'ambiente. Al verde Islam e il verde dollaro, insomma, si è aggiunto anche il verde maria.
Marta Ottaviani
(La Stampa 25 gennaio)