giovedì 7 febbraio 2019


La Chiesa si mobilita “Date a noi i ragazzi della Sea Watch”


PALERMO. Sul ponte della Sea Watch 3 non si vede anima. I migranti, ormai stremati, stanno tutti stipati sottocoperta a cercare riparo dalle gelide raffiche di maestrale che sferza la nave. Meglio non guardarla neanche quella terra agognata che Matteo Salvini non sembra affatto intenzionato a far toccare a nessuna delle 47 persone da otto giorni in mare. Neanche ai 13 minorenni. Piuttosto che scendere sembra più probabile che salga qualcuno a bordo. Che siano i tre parlamentari (Riccardo Magi, Nicola Fratoianni, Stefania Prestigiacomo) che ieri sono riusciti soltanto a farsi portare vicino alla nave e hanno scritto una lettera di protesta al presidente della Camera Fico o che siano gli agenti ai quali Salvini ha detto di aver presentato una denuncia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nei confronti dell'equipaggio della Sea Watch.
Certo è che, fino a sera, l'opera di mediazione condotta per tutta la giornata dalla Chiesa, dai piani alti della Cei a don Aldo Bonaiuto, animatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, che da mesi ha un filo aperto con il ministro dell'Interno, non ha portato ad alcun risultato. "Il dramma che si consuma davanti alle nostre coste non può lasciarci in silenzio», dice il segretario generale dei vescovi Stefano Russo mentre Unhcr, Oim e Unicef firmano un appello congiunto per sbloccare la situazione. Ma Salvini è irremovibile. Nonostante la disponibilità della Cei a farsi carico dell'accoglienza almeno dei ragazzi a bordo e nonostante l'intervento del procuratore dei minori di Catania Caterina Aiello che già venerdì aveva chiesto di farli scendere subito. Un no diventato ancor più netto a metà pomeriggio quando l'Olanda ha ufficializzato la sua assoluta indisponibilità a risolvere la questione: «Nessun obbligo. È compito del capitano trovare un porto sicuro per la gente a bordo». Furiosa la replica di Salvini: «Se il governo olandese non è in grado di controllare le navi che portano la bandiera del suo paese è un fatto molto grave: gliela ritiri subito».
I migranti bloccati a bordo non possono neanche sperare nell'intervento della magistratura. Il procuratore di Siracusa Fabio Scavone non ritiene che ci siano elementi per un suo intervento. «Non mi risulta – dice - che il comandante della nave abbia segnalato emergenze sanitarie a bordo, né di avere bisogno di cibo e di viveri. Al momento la nave è alla fonda, se dovesse ripartire bisognerà valutare se ha tutti i sistemi di sicurezza necessari». E questo è un altro punto critico. «La nave può trasportare 22 persone e a bordo sono in 69 - dice la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi - Bisogna sbarcare subito tutti. Fare scendere solo i minori sarebbe un'azione traumatica per il resto delle persone».
La Siracusa solidale che ieri ha manifestato sulla scogliera torna a casa delusa mentre perfino l'ex premier Silvio Berlusconi fa sapere il suo stupore: «Non vedo che cosa possa derivare dalla discesa a terra di 47 altri migranti».
Alessandra Ziniti

(la Repubblica 22 gennaio)