mercoledì 6 febbraio 2019

Si vota sui cantieri
Dribbling leghista  con una mozione

La Lega dribblerà l'insidia della mozione pro Tav proposta alla Camera dal Pd. «Presenteremo sull'argomento una mozione di maggioranza», anticipa il capogruppo del Carroccio a Montecitorio, Riccardo Molinari. Il testo della mozione congiunta Lega-5Stelle dirà che le grandi opere sono strategiche ma che bisogna anche prestare attenzione all'ambiente e che dunque sarà necessario attendere l'analisi costi-benefici prima di prendere una decisione sulla Torino-Lione. Insomma, melina, come si dice nel calcio.
La mozione del Pd, che viene illustrata in aula questa mattina da Davide Gariglio, chiede che il Parlamento sblocchi le gare d'appalto per realizzare il tunnel di base. Un atto politico perché, in realtà, sull'argomento il Parlamento si è espresso più volte e non c'è bisogno di alcuna ulteriore autorizzazione per far partire le gare. Ma è chiaro che una mozione del genere puo creare più di un problema ai leghisti soprattutto dopo che Matteo Salvini ha detto chiaramente che «la Tav si deve fare».
Dunque la Lega, per il momento, prende tempo. Evidentemente non ha ancora deciso di staccare la spina ai 5 Stelle sul tema che è ormai diventato uno dei nodi su cui si regge il governo. Ma il tempo lavora contro la melina. In settimana infatti si dovrà tenere a Bruxelles l'incontro a tre Francia-Italia-Ue in cui Toninelli dovrà presentare agli altri due promotori dell'opera i risultati dell'analisi costi-benefici. Si sa già che una parte di quell'analisi, quella che conteggia tra i costi le mancate accise sul gasolio dei tir, è fuori dalle norme europee e che dunque difficilmente Bruxelles la potrà considerare valida. Anche per questo negli ultimi giorni è salita l'irritazione francese nei confronti dell'atteggiamento dilatorio del governo di Roma: «In questa vicenda la Francia ha avuto un'immensa pazienza. Abbiamo speso molti soldi, già fatto tanti lavori», ha detto venerdì sera la viceministra francese Nathalie Loiseau intervistata da Repubblica.it. È il segnale che la sopportazione di Parigi sta per finire. Il riferimento ai soldi spesi e ai lavori già realizzati fa capire che, contrariamente alle speranze di Toninelli e dei No Tav, difficilmente il governo francese accetterebbe uno stop unilateralmente deciso dall'Italia senza chiedere risarcimenti. E altrettanto farà probabilmente l'Europa.
In questa settimana cruciale è prevista anche l'annunciata visita di Salvini al cantiere di Chiomonte. Secondo indiscrezioni non confermate, il ministro dell'Interno dovrebbe arrivare in val di Susa venerdì. Un gesto politico che serve a dare solidarietà agli agenti attaccati dai No Tav. Ma anche una clamorosa presa di distanza dall'alleato di governo. Uno dei motivi del repentino cambio di atteggiamento leghista sarebbero anche i sondaggi riservati sulle prossime regionali che darebbero la Lega piemontese in difficoltà. Non tanto e non solo per la Tav quanto per l'atteggiamento poco autonomo nei confronti dei grillini su temi considerati cruciali per lo sviluppo del Piemonte - p.g.

(la Repubblica 28 gennaio)