Disegno Di Legge Pillon
Non saremo come ci volete!
di Maria Teresa Bono
Buongiorno donne, Buon 8 marzo.
Quali venti soffiano per noi? Non si può dire o credere che i venti soffino a nostro favore. Si fatica nel mantenere i diritti acquisiti, la nostra strada è sempre più faticosa e si corre il rischio di perdere benefici e libertà conquistati dopo un lungo periodo di lotte alle quali hanno aderito parecchie generazioni di noi donne.
Passo dopo passo siamo uscite dall'ombra, cercando di affiancarci all'uomo ed ottenere uguali diritti sia nel campo sociale che nel lavoro, purtroppo però in questi ultimi tempi si è sentito parlare sovente del DDL Pillon, arrivato in Commissione Giustizia del Senato lo scorso settembre 2018.
Il senatore leghista Sig. Simone Pillon (fortemente sostenuto dall'attuale Vice Presidente del Consiglio Sig. Matteo Salvini) ha firmato questo Disegno Di Legge che è stato ampiamente criticato su molti fronti, dando voce a decise proteste e mobilitazioni sulle principali piazze italiane da parte di numerose associazioni e dall'opposizione.
Il DDL Pillon intende riformare il diritto di famiglia in caso di separazione dei genitori.
In sintesi tale Disegno Di Legge prevede che in caso di separazione i figli dovranno trascorrere uguale tempo sia con la madre che con il padre, quindi ci saranno due domicili genitoriali. Scomparirà l'assegno di mantenimento poiché le spese saranno divise equamente fra le due parti. Prima di arrivare in Tribunale bisognerà obbligatoriamente affiancarsi ad un Mediatore Famigliare per un periodo massimo di sei mesi, al fine di diminuire il contenzioso e salvaguardare l'unità famigliare. La remunerazione di questo operatore, facendo eccezione per il primo incontro, sarà a TOTALE CARICIO DELLA COPPIA.
Fin qui sembra tutto bene: equità, parità di diritti e di doveri.
Peccato però che le separazioni non siano tutte uguali e vanno analizzate singolarmente; i bambini non sono pacchi postali da spostare dalla casa di un genitore all'altro, senza prendere in considerazione gli affetti e le volontà. Ben si sa che le donne sono svantaggiate poiché sovente percepiscono stipendi più bassi degli uomini, altre donne hanno investito tutto sulla famiglia e dopo il primo figlio hanno rinunciato al lavoro, altre lo hanno perso e quindi si troveranno a fare i conti senza l'assegno di mantenimento. Con questa Legge avranno diritto a percepire dalla controparte il rimborso delle spese sostenute previa presentazione di debita fattura. Solo in casi veramente disperati la donna senza risorse economiche avrà diritto ad un assegno di mantenimento per un breve periodo di tempo. Purtroppo un punto nevralgico di una separazione è sovente il lato economico, quindi molte donne e specialmente le meno abbienti si troveranno in grande difficoltà. Sarà sempre più sconfortante chiedere una separazione, molte si rassegneranno ad una vita di abusi e sottomissioni a causa dei troppi ostacoli, costi, burocrazia ed eventuali ricorsi, ma forse è proprio questo lo scopo di questa Legge.
Anche sull'aborto il senatore Pillon ha le idee chiare. Il suo obbiettivo da raggiungere nel tempo, sarà "aborti zero", modificare/abolire la Legge 194 che garantisce il diritto all'interruzione di gravidanza, sostenere le maternità onde evitare l'estinzione degli Italiani che di questo passo potrebbe avvenire entro l'anno 2050.
Più che determinato sulla sua posizione ha dichiarato che se ne avesse il potere offrirebbe somme "ingentissime" alle donne per dissuaderle ad interrompere la loro gravidanza in corso. Questa, a mio parere, non sarebbe una felice soluzione poiché non sempre la scelta è dovuta a fattori economici ed inoltre questa alternativa potrebbe sfociare in risvolti perversi e puramente economici.
Io sono una mamma ed una nonna felice, amo i bambini e penso che il dono della maternità sia la cosa più bella del mondo, il miracolo della vita è un evento unico e meraviglioso ma è giusto che una donna sia tutelata e libera di scegliere. Un aborto è pur sempre una sconfitta ed una scelta dolorosa qualsiasi sia il motivo per dover o voler rinunciare ad un figlio però ogni storia è soggettiva e va vissuta sulla propria pelle, ogni donna deve essere libera nell'autodeterminarsi. Se la Legge 194 venisse abolita si tornerebbe agli aborti clandestini eseguiti per i più abbienti in cliniche private nell'ombra e nel silenzio, mentre i meno abbienti sarebbero i più penalizzati dovendo magari ricorrere a personaggi senza scrupoli e poco professionali, mettendo a rischio la buona salute della donna che come già è accaduto nei tempi passati, prima della Legge 194, sovente ha pagato con la vita.
Spero che tutte le donne, al di là di ogni credo politico si uniscano per dire NO!
In questo modo torneremo indietro di cinquant'anni, si cerca di destabilizzare l'immagine della donna, di accantonarla, indebolirla, rendendola sempre meno autonoma. Non dobbiamo ridurci ad essere spettatrici ed accettare queste leggi assurde e medioevali, dobbiamo essere protagoniste del presente e del futuro per avere la giusta dignità ed il posto che ci spetta in questa società.
Questo purtroppo … non so se sia un buon giorno!
(da Insonnia, mensile Racconigi, pag. 1, marzo 2019-contatti@insonniaracconigi.it)
Non saremo come ci volete!
di Maria Teresa Bono
Buongiorno donne, Buon 8 marzo.
Quali venti soffiano per noi? Non si può dire o credere che i venti soffino a nostro favore. Si fatica nel mantenere i diritti acquisiti, la nostra strada è sempre più faticosa e si corre il rischio di perdere benefici e libertà conquistati dopo un lungo periodo di lotte alle quali hanno aderito parecchie generazioni di noi donne.
Passo dopo passo siamo uscite dall'ombra, cercando di affiancarci all'uomo ed ottenere uguali diritti sia nel campo sociale che nel lavoro, purtroppo però in questi ultimi tempi si è sentito parlare sovente del DDL Pillon, arrivato in Commissione Giustizia del Senato lo scorso settembre 2018.
Il senatore leghista Sig. Simone Pillon (fortemente sostenuto dall'attuale Vice Presidente del Consiglio Sig. Matteo Salvini) ha firmato questo Disegno Di Legge che è stato ampiamente criticato su molti fronti, dando voce a decise proteste e mobilitazioni sulle principali piazze italiane da parte di numerose associazioni e dall'opposizione.
Il DDL Pillon intende riformare il diritto di famiglia in caso di separazione dei genitori.
In sintesi tale Disegno Di Legge prevede che in caso di separazione i figli dovranno trascorrere uguale tempo sia con la madre che con il padre, quindi ci saranno due domicili genitoriali. Scomparirà l'assegno di mantenimento poiché le spese saranno divise equamente fra le due parti. Prima di arrivare in Tribunale bisognerà obbligatoriamente affiancarsi ad un Mediatore Famigliare per un periodo massimo di sei mesi, al fine di diminuire il contenzioso e salvaguardare l'unità famigliare. La remunerazione di questo operatore, facendo eccezione per il primo incontro, sarà a TOTALE CARICIO DELLA COPPIA.
Fin qui sembra tutto bene: equità, parità di diritti e di doveri.
Peccato però che le separazioni non siano tutte uguali e vanno analizzate singolarmente; i bambini non sono pacchi postali da spostare dalla casa di un genitore all'altro, senza prendere in considerazione gli affetti e le volontà. Ben si sa che le donne sono svantaggiate poiché sovente percepiscono stipendi più bassi degli uomini, altre donne hanno investito tutto sulla famiglia e dopo il primo figlio hanno rinunciato al lavoro, altre lo hanno perso e quindi si troveranno a fare i conti senza l'assegno di mantenimento. Con questa Legge avranno diritto a percepire dalla controparte il rimborso delle spese sostenute previa presentazione di debita fattura. Solo in casi veramente disperati la donna senza risorse economiche avrà diritto ad un assegno di mantenimento per un breve periodo di tempo. Purtroppo un punto nevralgico di una separazione è sovente il lato economico, quindi molte donne e specialmente le meno abbienti si troveranno in grande difficoltà. Sarà sempre più sconfortante chiedere una separazione, molte si rassegneranno ad una vita di abusi e sottomissioni a causa dei troppi ostacoli, costi, burocrazia ed eventuali ricorsi, ma forse è proprio questo lo scopo di questa Legge.
In caso di separazione per violenza o abusi famigliari, i minori dovranno continuare a frequentare il genitore maltrattante finché non si arriverà ad una sentenza, il reato di maltrattamento sarà riconosciuto come tale solo se costante e quotidiano.
Più che determinato sulla sua posizione ha dichiarato che se ne avesse il potere offrirebbe somme "ingentissime" alle donne per dissuaderle ad interrompere la loro gravidanza in corso. Questa, a mio parere, non sarebbe una felice soluzione poiché non sempre la scelta è dovuta a fattori economici ed inoltre questa alternativa potrebbe sfociare in risvolti perversi e puramente economici.
Io sono una mamma ed una nonna felice, amo i bambini e penso che il dono della maternità sia la cosa più bella del mondo, il miracolo della vita è un evento unico e meraviglioso ma è giusto che una donna sia tutelata e libera di scegliere. Un aborto è pur sempre una sconfitta ed una scelta dolorosa qualsiasi sia il motivo per dover o voler rinunciare ad un figlio però ogni storia è soggettiva e va vissuta sulla propria pelle, ogni donna deve essere libera nell'autodeterminarsi. Se la Legge 194 venisse abolita si tornerebbe agli aborti clandestini eseguiti per i più abbienti in cliniche private nell'ombra e nel silenzio, mentre i meno abbienti sarebbero i più penalizzati dovendo magari ricorrere a personaggi senza scrupoli e poco professionali, mettendo a rischio la buona salute della donna che come già è accaduto nei tempi passati, prima della Legge 194, sovente ha pagato con la vita.
Spero che tutte le donne, al di là di ogni credo politico si uniscano per dire NO!
In questo modo torneremo indietro di cinquant'anni, si cerca di destabilizzare l'immagine della donna, di accantonarla, indebolirla, rendendola sempre meno autonoma. Non dobbiamo ridurci ad essere spettatrici ed accettare queste leggi assurde e medioevali, dobbiamo essere protagoniste del presente e del futuro per avere la giusta dignità ed il posto che ci spetta in questa società.
Questo purtroppo … non so se sia un buon giorno!
(da Insonnia, mensile Racconigi, pag. 1, marzo 2019-contatti@insonniaracconigi.it)

