I 5 Stelle pinerolesi finiscono in minoranza
Il sindaco di Pinerolo: «Su immigrazione Governo sbaglia» - L'ira della Lega
I 5 Stelle si spaccano sulla decisione di dare o meno l'autorizzazione a procedere per il ministro dell'Interno Matteo Salvini, relativamente ai reati a lui contestati dal Tribunale dei Ministri, in merito alla gestione del caso della Motovedetta Diciotti e del ritardato sbarco dei migranti raccolti in mare. A livello nazionale sono stati 52.417 a esprimere il proprio voto sulla piattaforma Rousseau: il 59,05% si è espresso dicendo che sì, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini ha agito nell'interesse nazionale e quindi non va processato, il 40.95% avrebbe invece voluto che rispondesse delle sue azioni davanti ai giudici. Una minoranza consistente quest'ultima, in cui si riconoscono, seppure con diverse sfumature, i 5 Stelle pinerolesi più rappresentativi. Parliamo del capogruppo in Consiglio comunale Giorgio Pittau, della consigliera metropolitana e candidata in Regione Anna Merlin, del consigliere regionale e candidato a una riconferma Federico Valetti. Tutti hanno votato no, ovvero che Salvini avrebbe dovuto comunque essere processato.
Terminata la bagarre, il giorno seguente al voto, il tentativo è quello di ridimensionare la portata delle divisione, pur senza nascondersi che il momento è difficile: «È vero, tra di noi c'è stata grande discussione - afferma Giorgio Pittau - e altrettanto è vero che ci siamo divisi, ma non ritengo che questo sarà motivo per una fuga dal Movimento; non tutti sono contenti, ma una decisione andava presa». Per Anna Merlin si è trattato soprattutto di una questione di coerenza: «Il Movimento si è sempre espresso per dare modo ai Tribunali di giudicare, penso che anche in questo caso avremmo dovuto comportarci allo stesso modo, l'esito era abbastanza scontato ma dobbiamo prenderne atto». «Ho votato no, la coerenza non ha prezzo. Anche quando è confusa», scrive Valetti sulla sua pagina Facebook. Ma i mal di pancia profondi non mancano. Come quello del consigliere delegato ai Trasporti della Città Metropolitana, noto anche nel Pinerolese, Antonino Iaria che non ha avuto problemi ad affermare, conosciuto l`esito del voto: «Oggi accetto tutte le critiche da chi mi ha sempre detto "siete come gli altri". Da domani ricomincio a costruire il vero Movimento 5 Stelle».
Ma quello che ha fatto più discutere in ambito locale è la presa di posizione del sindaco di Pinerolo, Luca Salvai. Parlando con L'Eco al telefono ci conferma quanto ha dichiarato, martedì mattina, ai microfoni della trasmissione radiofonica "Radio anch'io". «Non ho votato ne sì né no perché ritenevo il quesito fosse mal formulato - spiega - ma soprattutto sono in disaccordo sull'opportunità di interrogare gli iscritti su un tecnicismo, credo che spetti a un Tribunale giudicare il comportamento di Salvini mentre sarebbe stato più giusto per un Movimento come il nostro porre la domanda in termini politici ovvero: siete d'accordo o meno sulle politiche di questo Governo rispetto ai temi dell'immigrazione e dell'accoglienza?».
Lei cosa avrebbe risposto? «La mia posizione in merito alle politiche del Governo su questi temi è chiara: non la condivido, non ritengo che esista un'emergenza immigrazione e di conseguenza il comportamento del ministro non era nell'interesse nazionale ma propagandistico: se il quesito fosse stato posto nei termini giusti, credo che il voto sarebbe finito diversamente, se ancora siamo 5 Stelle»». Salvai non pensa affatto di allontanarsi dal Movimento: «Proprio non ci pensa, su quasi tutto concordo con le decisioni del Governo». Pittau a sua volta assicura: «Con il sindaco abbiamo discusso sull'interpretazione del quesito ma tra noi c'è piena sintonia, anche se sul comportamento dei Governo sul tema immigrazione non possiamo tirarci fuori».
Lo scollamento ormai è totale invece con la Lega. Sono ormai quotidiani gli attacchi al sindaco da parte degli esponenti della Lega di Pinerolo sui temi dell'accoglienza e dell'immigrazione. E Salvai dal canto suo non si tira indietro. A Bricherasio, intervenendo alla cerimonia di accensione dei falò valdesi ha assicurato: «L'amministrazione auspica che a Pinerolo si possa realizzare la moschea così come qualsiasi altro luogo di culto». Pochi giorni fa invece il coordinatore nazionale dei giovani della Lega, Crippa, aveva assicurato: «A Pinerolo faremo le barricate per impedire l'apertura della moschea».
Alberto Maranetto
(L'Eco del Chisone 20 febbraio)
Il sindaco di Pinerolo: «Su immigrazione Governo sbaglia» - L'ira della Lega
I 5 Stelle si spaccano sulla decisione di dare o meno l'autorizzazione a procedere per il ministro dell'Interno Matteo Salvini, relativamente ai reati a lui contestati dal Tribunale dei Ministri, in merito alla gestione del caso della Motovedetta Diciotti e del ritardato sbarco dei migranti raccolti in mare. A livello nazionale sono stati 52.417 a esprimere il proprio voto sulla piattaforma Rousseau: il 59,05% si è espresso dicendo che sì, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini ha agito nell'interesse nazionale e quindi non va processato, il 40.95% avrebbe invece voluto che rispondesse delle sue azioni davanti ai giudici. Una minoranza consistente quest'ultima, in cui si riconoscono, seppure con diverse sfumature, i 5 Stelle pinerolesi più rappresentativi. Parliamo del capogruppo in Consiglio comunale Giorgio Pittau, della consigliera metropolitana e candidata in Regione Anna Merlin, del consigliere regionale e candidato a una riconferma Federico Valetti. Tutti hanno votato no, ovvero che Salvini avrebbe dovuto comunque essere processato.
Terminata la bagarre, il giorno seguente al voto, il tentativo è quello di ridimensionare la portata delle divisione, pur senza nascondersi che il momento è difficile: «È vero, tra di noi c'è stata grande discussione - afferma Giorgio Pittau - e altrettanto è vero che ci siamo divisi, ma non ritengo che questo sarà motivo per una fuga dal Movimento; non tutti sono contenti, ma una decisione andava presa». Per Anna Merlin si è trattato soprattutto di una questione di coerenza: «Il Movimento si è sempre espresso per dare modo ai Tribunali di giudicare, penso che anche in questo caso avremmo dovuto comportarci allo stesso modo, l'esito era abbastanza scontato ma dobbiamo prenderne atto». «Ho votato no, la coerenza non ha prezzo. Anche quando è confusa», scrive Valetti sulla sua pagina Facebook. Ma i mal di pancia profondi non mancano. Come quello del consigliere delegato ai Trasporti della Città Metropolitana, noto anche nel Pinerolese, Antonino Iaria che non ha avuto problemi ad affermare, conosciuto l`esito del voto: «Oggi accetto tutte le critiche da chi mi ha sempre detto "siete come gli altri". Da domani ricomincio a costruire il vero Movimento 5 Stelle».
Ma quello che ha fatto più discutere in ambito locale è la presa di posizione del sindaco di Pinerolo, Luca Salvai. Parlando con L'Eco al telefono ci conferma quanto ha dichiarato, martedì mattina, ai microfoni della trasmissione radiofonica "Radio anch'io". «Non ho votato ne sì né no perché ritenevo il quesito fosse mal formulato - spiega - ma soprattutto sono in disaccordo sull'opportunità di interrogare gli iscritti su un tecnicismo, credo che spetti a un Tribunale giudicare il comportamento di Salvini mentre sarebbe stato più giusto per un Movimento come il nostro porre la domanda in termini politici ovvero: siete d'accordo o meno sulle politiche di questo Governo rispetto ai temi dell'immigrazione e dell'accoglienza?».
Lei cosa avrebbe risposto? «La mia posizione in merito alle politiche del Governo su questi temi è chiara: non la condivido, non ritengo che esista un'emergenza immigrazione e di conseguenza il comportamento del ministro non era nell'interesse nazionale ma propagandistico: se il quesito fosse stato posto nei termini giusti, credo che il voto sarebbe finito diversamente, se ancora siamo 5 Stelle»». Salvai non pensa affatto di allontanarsi dal Movimento: «Proprio non ci pensa, su quasi tutto concordo con le decisioni del Governo». Pittau a sua volta assicura: «Con il sindaco abbiamo discusso sull'interpretazione del quesito ma tra noi c'è piena sintonia, anche se sul comportamento dei Governo sul tema immigrazione non possiamo tirarci fuori».
Lo scollamento ormai è totale invece con la Lega. Sono ormai quotidiani gli attacchi al sindaco da parte degli esponenti della Lega di Pinerolo sui temi dell'accoglienza e dell'immigrazione. E Salvai dal canto suo non si tira indietro. A Bricherasio, intervenendo alla cerimonia di accensione dei falò valdesi ha assicurato: «L'amministrazione auspica che a Pinerolo si possa realizzare la moschea così come qualsiasi altro luogo di culto». Pochi giorni fa invece il coordinatore nazionale dei giovani della Lega, Crippa, aveva assicurato: «A Pinerolo faremo le barricate per impedire l'apertura della moschea».
Alberto Maranetto
(L'Eco del Chisone 20 febbraio)