«I vescovi tedeschi - prosegue la lettera - hanno compiuto progressi dal 2010 nel campo della prevenzione e del sanzionamento degli atti di abuso. Dopo la pubblicazione dello studio MHG nel settembre 2018, hanno espresso preoccupazione e hanno chiesto perdono. Ma sanno anche che le sole parole non saranno più di alcun aiuto. L'impressione che alla fine tutto resterà come prima ha consolidato tra molti contemporanei la sfiducia nei confronti della Chiesa ufficiale. E, a differenza del passato, la sfiducia non si ferma alle porte della Chiesa“.
I cattolici in Germania, infatti, «in grande maggioranza, non appoggiano più l'ordinamento premoderno della Chiesa. Non lo sopportano nemmeno. E ogni anno ci sono decine di migliaia di persone che si liberano di questo peso e se ne vanno». Di fronte a questo stillicidio, «alcuni responsabili minimizzano e dicono: gli scandali non sono tutto. I media stanno esagerando. La cosa più importante è la vita normale nelle comunità e nelle istituzioni ecclesiali. E’ vero: c'è molto di positivo nel lavoro professionale e su base volontaria nella quotidianità. Ma è proprio lì che è diffusa una profonda delusione. Il Sole della giustizia non arriverà più. La gioia della fede si atrofizza sotto un cielo di piombo».
Da qui l'appello affinché si portino avanti riforme strutturali: «Fate affidamento sulla fede dei vostri fedeli e restituite alla Chiesa la verità e la grandezza senza le quali il Vangelo non può respirare! Approfittate della vostra autorità spirituale Per compiere coraggiose riforme: impegnatevi a una reale condivisione del potere, che meglio si adatta all'umiltà di Cristo e al contesto delle leggi universali. Eliminate la superiorità del ministero ordinato e apritelo alle donne. Lasciate i preti diocesani liberi di scegliere la propria forma di vita, in modo che il celibato possa nuovamente tornare a indicare in modo degno il regno dei cieli. Ascoltate la testimonianza della Bibbia e le esperienze dei credenti e ricominciate da capo con la morale sessuale, includendo una valutazione sensibile e giusta dell’omosessualità».
«Caro Presidente, cari Vescovi, potete contare su di noi», concludono i firmatari. «Se vi mettete in prima linea nel movimento di riforma, vi seguiremo certamente. Ma anche noi contiamo su di voi. I vescovi hanno un libro bianco nelle loro mani. Per favore non esitate».
Ludovica Eugenio, Adista 23/02/2019