Un successo popolare
Secondo la stampa europea, gli elettori hanno scelto Nicola Zingaretti perché vogliono un partito unito è più di sinistra
‟Non c'è voluto molto prima che la suspance dello scontro a tre finisse. Appena un'ora dopo la chiusura dei seggi, il 3 marzo, la vittoria di Nicola Zingaretti alle primarie del Partito democratico italiano (Pd) non era più in dubbio“, scrive Oliver Bonnel su Le Monde. ‟Con oltre il 65 per cento dei voti, il governatore del Lazio è arrivato molto più avanti dei suoi due concorrenti meno di sinistra: Maurizio Martina, che ha guidato il partito dopo le dimissioni di Matteo Renzi, e Roberto Giacchetti, sfortunato candidato a sindaco di Roma“.
Secondo il quotidiano francese l'affluenza queste primarie è stata‟un successo popolare inaspettato“. ‟Con più di 1,7 milioni di votanti“, prosegue Le Monde, ‟il partito di centrosinistra ha mobilitato lo stesso numero di elettori delle primarie del 2017. Se il partito è marginalizzato sulla scena politica italiana, i suoi elettori sono ancora lì e hanno bisogno di farlo sapere“. Il quotidiano francese spiega che scegliendo Zingaretti gli elettori di centrosinistra chiedono una politica che riparta dalle regioni. ‟La richiesta degli elettori è molto forte“, afferma Le Monde, ‟soprattutto nel sud del paese, colpito dalla disoccupazione in regioni dove il Movimento 5 stelle sta perdendo terreno.
La Calabria, per esempio, si è mobilitata molto in favore di Zingaretti. Le sue proposte per sviluppare il Mezzogiorno sembrano aver convinto molti cittadini, così come quella di creare delle zone economiche speciali nei principali porti del sud d'Italia“.
Le Monde conclude il suo articolo affermando che Zingaretti vuole portare il partito a sinistra ‟mettendo al centro del suo programma il clima, l'accoglienza dei migranti e la lotta contro le disuguaglianze. È arrivato il momento di trasformare il suo successo popolare in una vera alternativa politica per il paese. Zingaretti è consapevole del peso che ha sulle spalle. Appena si è saputo il risultato delle primarie ha detto ai suoi sostenitori: ‛Da Bolzano a Catania, tutti mi hanno detto: ‛Torniamo, ma stavolta non deludeteci‘“.
In un editoriale El Pais commenta il risultato delle primarie: ‟I militanti e simpatizzanti del Partito democratico hanno dato un sostegno enorme al governatore del Lazio, un politico caratterizzato dalla volontà di unire piuttosto che di marcare le differenze. Un candidato che per sconfiggere i discorsi estremisti propone un progetto inclusivo in grado di contrastare le proposte dei populisti, che hanno un’incredibile capacità d’attrazione“. ‟Se il progetto di Zingaretti riceverà l'appoggio degli elettori“, conclude, ‟l'Italia invierà un messaggio chiaro alle altre democrazie europee: una volta che il populismo arriva al potere ha vita breve“.
‟Uno dei grandi dibattiti che dovrà affrontare il nuovo segretario“, scrive Daniele Verdú, corrispondente del Pais in Italia, ‟è la possibilità di fare un patto con i cinquestelle. Una parte importante del partito pensa che questa possibilità dovrebbe essere esplorata quando le fratture nell'esecutivo, formato da cinquestelle e Lega, provocheranno una crisi del governo.
Altri, invece, vorrebbero recuperare tutti i voti rubati da Luigi Di Maio e riportarli all'interno del Partito democratico“.
‟Il Partito Democratico è stato accusato di aver perso il contatto con gli elettori“, scrive il Guardian, ‟e questo ha spianato la strada a Matteo Salvini, vicepresidente del consiglio e leader della Lega. La Lega è in testa nei sondaggi, mentre i cinquestelle perdono terreno.
I sostenitori del Partito democratico pensano che questo sia il momento di lavorare per l'unità del partito, anche perché a maggio si voterà per le elezioni europee e da subito bisogna convincere gli elettori che il Pd rappresenta una forte alternativa.
Internazionale 1297 / 8 marzo 2019