martedì 5 marzo 2019

UN SEGNALE DAGLI STUDENTI

Le proteste degli studenti che chiedono azioni concrete contro il cambiamento climatico sembrano poter dar vita a un movimento globale, e in molti paesi la politica comincia a prendere nota. In  Germania, in Belgio e nei Paesi Bassi i verdi si affermano come nuovo punto di riferimento del campo progressista. Negli Stati Uniti la proposta del new deal verde ha rimesso la questione del clima al centro del dibattito politico.
 In Italia finora la mobilitazione dei giovani è stata piuttosto  limitata, e pochi l'hanno presa sul serio. I partiti che si definiscono ambientalisti non sembrano vedere in questo tema un'opportunità per rilanciarsi in vista delle elezioni europee. Il Movimento 5 stelle si aggrappa al no al Tav, ma nel frattempo taglia gli incentivi alle rinnovabili e non riesce a chiudere le centrali a carbone. Nella campagna per le primarie del Partito democratico il clima non è stato quasi nominato. I verdi sono scomparsi dalla scena.
 Si potrebbe rispondere che di questi tempi gli italiani hanno altro a cui pensare, e che la crisi economica, il disordine dei conti pubblici e l'aumento della xenofobia sono problemi più urgenti. Ma il cambiamento climatico non farà che aggravarli. In Italia un quinto del territorio è a rischio di desertificazione e un terzo della popolazione vive in aree minacciate dall’innalzamento del livello del mare. L’agricoltura ha già perso miliardi di euro per le anomalie del clima, ed è solo l'inizio. E se seicentomila migranti sono bastati a mettere in crisi la politica e la società, meglio non pensare a quando milioni di profughi climatici cominceranno a premere sulle coste del Mediterraneo.
Nel nostro paese gli studenti sono tra le poche categorie ancora capaci di reagire, e la mobilizzazione contro la riforma della maturità lo ha confermato. Ma  come dicono i loro coetanei che scioperano per il clima, è inutile preoccuparsi per il proprio futuro se non si è sicuri di averne uno. Lo sciopero globale degli studenti  indetto per il 15 marzo è l'occasione per mandare un segnale.
 Gabriele Crescente, Internazionale 1296/ 1 marzo 2019