Guarda, o Signore, le nostre mani: esse sono vuote.
non siamo stati capaci a riempirle di amore e di fraternità.
Accetta questa radicale povertà che non ti nascondiamo.
Riempile ancora dei tuoi doni e rendile operose.
Donaci l'audacia necessaria per intraprendere nuovi cammini.
La perseveranza richiesta per non voltarci indietro
e l'umiltà "creaturale" per saper riconoscere i limiti e peccati.
Questa famiglia umana diventi come una grande mensa
in cui nessun piatto sia stracolmo e nessuno sia vuoto.
Aiutaci, o Signore, a rompere l'egoismo della mano chiusa
e a far decisamente nostra la pratica della mano aperta.
Signore, Dio del mondo, fa' che ti scopriamo presente
ovunque compaiano e operano nuove forze di amore,
nuove forme di fraternità e nuove fiammelle di speranza.
Fa' soprattutto che il nostro cuore si lasci coinvolgere.
O
Padre, Dio nostro e di tutto il mondo, noi compiamo ora la memoria
della cena di Gesù. Possa questa memoria, per la forza che viene da te,
diventare per noi un evento di fede che ci sospinge a far nostra la
strada di Gesù.
Mentre
stavano mangiando Gesù prese un calice, ringraziò e disse: "Prendete
questo calice e fatelo passare tra di voi. Vi assicuro che da questo
momento non berrò più vino fino a quando non verrà il regno di Dio".
Poi
prese il pane, fece la preghiera di ringraziamento, spezzò quel pane,
lo diede ai suoi discepoli e disse: "Questo è il mio corpo che viene
offerto per voi. Fate questo in memoria di me".
Allo
stesso modo, alla fine della cena, offri loro il calice dicendo:
"Questo calice è la nuova alleanza che Dio stabilisce per mezzo del mio
sangue offerto per voi".
Sostiamo brevemente in silenzio e ancora in silenzio dividiamo pane e vino.
Franco Barbero